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I ritardi - Gli adempimenti fiscali ai quali ci stiamo precipitosamente avvicinando colgono i professionisti impreparati, ma di certo non a causa di mancanze e disattenzioni operative loro imputabili. In realtà questi ritardi sono dovuti in maniera principale alle scarse o poco chiare informazioni messe a disposizione dall’Amministrazione Finanziaria, nonché dal tardivo rilascio di determinati software necessari affinché gli operatori fiscali possano procedere nei calcoli relativi ai versamenti da effettuare. Un ritardo burocratico, questo, che ricade in maniera inevitabile sui contribuenti e sui professionisti che li assistono. Proprio a fronte di una simile situazione, diverse categorie, ordinistiche e non, si sono rivolte alla sede ministeriale al fine di chiedere opportune proroghe delle scadenze degli adempimenti presenti tra il 31 maggio e il prossimo 17 giugno. Tra i mittenti di siffatte richieste si sono inseriti, di recente, anche i tributaristi della Lapet, con una lettera inoltrata dall’associazione al ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni. I tributaristi, però, più che vertere su una proroga, hanno inteso avanzare una proposta risolutiva per sanare il vulnus che si ripresenta puntualmente tutti gli anni.
Accorpare gli adempimenti – Secondo l’associazione presieduta da Roberto Falcone, infatti, la continua richiesta di proroghe e il puntuale ottenimento delle stesse, più che risolvere il problema, lo alimenta. In quanto ogni anno, proprio in virtù della certezza che ci sarà la proroga, l’Amministrazione non si pone il problema di evitare il disagio già in partenza. L’idea dei tributaristi Lapet sarebbe pertanto quella di accorpare gli adempimenti. “In questi anni – spiega Roberto Falcone - l'Associazione da me rappresentata ha più volte evidenziato, nelle sedi istituzionali opportune, la necessità, oggi più che mai avvertita da contribuenti ed imprese, di snellire gli adempimenti dichiarativi proponendo l'unificazione di tutti i termini di presentazione delle dichiarazioni fiscali al 31 dicembre dell'anno successivo al periodo d'imposta interessato”.
Necessità di richieste compatte - “Ogni anno assistiamo al ripetersi di uno strano rituale tra Amministrazione finanziaria, professionisti e Caf. La prima impegnata a rincorrere istruzioni, circolari, programmi di controllo, studi di settore, circolari rettificative, mentre i secondi sempre pronti ed intenti, giustamente, a richiedere proroghe delle scadenze fiscali”, continua il leader dei tributaristi. Su queste motivazioni si fonda quindi la ragionevole richiesta inoltrata dall’associazione al ministro dell’Economia e delle Finanze, che dovrà ora rispondere indicando la strada che l’Amministrazione Finanziaria intenderà percorrere. È indubbio che l’idea della Lapet mira a raggiungere quella sburocratizzazione del sistema fiscale, connessa a uno snellimento delle pratiche, al quale hanno fatto riferimento anche le recenti normative. Ma il cammino non è semplice e i tributaristi se ne rendono conto in maniere abbastanza chiara. “Purtroppo dobbiamo constatare la difficoltà di recepimento di semplici suggerimenti ed unirci anche noi, ancora una volta, al coro delle richieste di proroga giustificate quest'anno anche dalle modifiche legislative in materia di Imu”, ha aggiunto Falcone, sottolineando come la prospettiva della proroga sia comunque auspicabile nel caso non si potesse, nel breve periodo, adottare una simile proposta.