5 settembre 2012

Cdl: buone nuove per il conferimento d’incarico

Alla luce delle recenti novità, il Consiglio nazionale dei cdl ha pubblicato un fac-simile per il conferimento d’incarico.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il focus dei consulenti del lavoro - Due giorni orsono il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro ha emanato dei chiarimenti sul tema del conferimento dell’incarico. La necessità di notificare tale procedimento innovativo è dovuta essenzialmente alle novità nel campo delle tariffe professionali e all’opportunità di ridisegnare la relazione tra il professionista, ossia il consulente del lavoro, e il proprio assistito, quindi l’utente che chiede una prestazione professionale.

Conferimento dell’incarico professionale – La categoria guidata da Marina Calderone ha ritenuto di dover illustrare i nuovi adempimenti in merito al conferimento dell’incarico pubblicando sul proprio portale nazionale il modulo apposito che spiega come procedere. “Le novità in materia di compensi professionali, compresa l'abolizione delle tariffe – spiegano nella nota i consulenti del lavoro - comportano per i consulenti del lavoro la necessità di rimodulare il rapporto con i propri assistiti. Pertanto il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del lavoro ha predisposto e diramato un fac-simile di conferimento di incarico professionale, utile per la contrattualizzazione del rapporto”.

La questione delle tariffe
- La necessità di applicare questo nuovo modello è dovuta quindi alle mutate disposizioni circa i compensi professionali e l’abolizione delle tariffe contenute nel D.M. n. 430/1992. Sulla base di tali provvedimenti, come abbiamo visto, il Consiglio nazionale presieduto dalla Calderone ha ritenuto di dover tracciare un percorso volto a rivedere il rapporto professionista-cliente. "E' abrogata le tariffa delle professione precedentemente disciplinata dal D.M. 430/92 – spiegano ancora nella nota - Fermo restando l'abrogazione della tariffa, nel caso di controversie con liquidazione del compenso da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del consulente del lavoro è determinato con parametri, non vincolanti per il giudice, in corso di approvazione, stabiliti con decreto del ministro vigilante. L'utilizzazione dei parametri nei contratti individuali tra professionisti e consumatori o microimprese dà luogo alla nullità della clausola relativa alla determinazione del compenso".

Il compenso – Come verrà calcolato il compenso relativo alla consulenza svolta dal professionista? Ebbene, nella nota il Consiglio nazionale dei cdl afferma che la determinazione del compenso avviene tramite una pattuizione col cliente alla quale si giunge a partire da un preventivo di massima che però non dovrà citare in alcun modo una tariffa di riferimento. “All'atto del conferimento dell'incarico professionale, il Consulente del Lavoro deve render noto al cliente il grado di complessità dell'incarico fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili fino alla conclusione dell'incarico”. Ora, è proprio la presenza di un preventivo scritto che non fa scattare un “intervento discrezionale da parte del Giudice a differenza del caso di assenza di detta formalizzazione”.

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