13 maggio 2013

Cna professioni: nuove occasioni tra fisco e previdenza

Dal convegno romano sono emerse proposte previdenziali, riconoscimenti alla politica e riflessioni sulla questione fiscale.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il convegno - “Le professioni organizzate tra norma quadro, certificazione delle competenze e welfare”, questo il titolo del convegno nazionale del Cna professioni tenutosi lo scorso 10 maggio a Roma. L’importante incontro si è presentato come la giusta occasione per illustrare le prospettive alle quali ha aperto la Legge n. n.4/2013 recentemente approvata. Allo stesso tempo però il convegno è stata anche motivo di confronto col mondo della politica, al quale il Cna professioni ha voluto presentare i propri omaggi e ringraziamenti per aver lavorato affinché la legge nascesse e divenisse una realtà concreta. A tal proposito, hanno accettato l’invito i parlamentari Paola De Micheli, Giancarlo Sangalli, Giorgio Santini, Ignazio Abrignani, Benedetto Della Vedova, Monica Faenzi, Raffaello Vignali e Vito Claudio Crimi. Per quel che concerne la presenza governativa, il convegno si è pregiato dell’intervento del capo dipartimento Impresa e internazionalizzazione del MISE, Giuseppe Tripoli. I seicento e oltre professionisti convenuti hanno quindi potuto assistere alla cerimonia di consegna di targhe di riconoscimento a questi esponenti della politica.

I tributaristi – Al convegno capitolino di giovedì scorso erano presenti tutte le associazioni professionali aderenti al Cna. Tra queste ovviamente v’era anche la Lapet. “Era doveroso dare il giusto merito a chi, soprattutto nel particolare momento di crisi economica e politica in cui è avvenuta l’approvazione della legge, ha reso possibile questo miracolo. Possiamo ritenerci estremamente soddisfatti tanto per la grande partecipazione registrata, quanto per le positive risposte che i Parlamentari hanno dato alle nostre richieste”, ha commentato Roberto Falcone presidente nazionale Lapet, nonché vicepresidente Cna Professioni.

I lavori – A soffermarsi sulla citata Legge n. 4/2013 è stato il presidente nazionale del Cna Professioni, Giorgio Berloffa, che ha tratteggiato i nuovi vantaggi di cui potranno godere le professioni non ordinistiche proprio grazie a questo intervento legislativo. Un ulteriore focus è stato quello sulla previdenza, lungamente definito dall’intervento di Roberto Falcone. Il presidente Lapet ha individuato tre proposte alternative che si specificano, in primis, nell’accorpamento delle non regolamentate alle casse professionali già esistenti, in virtù del D.Lgs. n.103/96; in seconda battuta è stata proposta la costituzione di una cassa di previdenza autonoma, possibile proprio grazie alla Legge n. 4/2013; e infine la separazione all’interno della Gestione separata Inps dei liberi professionisti dai co.co.pro. Nello specifico, l’ultima proposta era già stata avanzata dalla scorsa legislatura, che ne aveva introdotto le linee guida con i disegni di legge n.2312 e n.2345 e una riduzione dell’aliquota dei professionisti al 20%. “La prima proposta – ha spiegato Falcone - potrebbe essere semplicemente realizzata mantenendo i versamenti contributivi già eseguiti presso l’INPS e procedendo al loro recupero, in termini di prestazioni, solo in età pensionabile a mezzo dell’istituto della totalizzazione. Il tutto avverrebbe ad invarianza di saldi del bilancio consolidato dello Stato e, a ben vedere, questa soluzione potrebbe portare ossigeno, come maggiori risorse finanziarie, a più di qualche cassa professionale. In merito, invece, alla proposta di separazione all’interno della gestione separata Inps, si potrebbe contemperare l’esigenza di cassa dello Stato con le esigenze dei professionisti, riducendo l’aliquota contributiva previdenziale dei professionisti iscritti alla gestione separata, applicata sul reddito professionale, al 20% e, nel contempo, obbligando il professionista a versare per intero la rivalsa del 4% percepita sui compensi lordi”. In ogni caso, per tutte e tre le proposte sarebbe ingiustificata, secondo il leader Lapet, l’obiezione in marito alla mancanza di copertura. “Tuttavia, se le nostre richieste dovessero rimanere inascoltate, non ci resterà altro che rivendicare ed ottenere legittimamente la costituzione di una cassa professionale privata, che, già dagli esordi, potrebbe rappresentare oltre 300 mila iscritti”, ha concluso Falcone. Sulla questione fiscale è intervenuto, a conclusione del convegno, Claudio Carpentieri, responsabile Cna dipartimento politiche fiscali. “Sarebbe auspicabile l’introduzione di una tassazione che mette gli autonomi e le imprese sullo stesso piano. – ha spiegato Carpentieri - In particolare, nelle professioni le spese per l’aggiornamento professionale costituiscono un onere per garantire la qualità della prestazione. Suggeriamo pertanto la deduzione totale delle spese necessarie per il conseguimento dei crediti formativi obbligatori. Inoltre riteniamo debbano essere date maggiori certezze a coloro che non hanno un’autonoma organizzazione ai fini IRAP. Ormai è noto che secondo la Corte Costituzionale gli autonomi non sono tenuti a tale pagamento. Occorre pertanto alzare il tetto della franchigia IRAP da 9.500 euro a 30.000 euro. Infine suggeriamo una riforma della riscossione (Equitalia), per la quale serve estendere i versamenti rateali delle imposte prima che il debito arrivi ad Equitalia con la previsione di rateizzazione fino a 40 rate trimestrali”.

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