5 gennaio 2012

CNDCEC: aspettando l’Assemblea

Martedì 10 gennaio alle ore 14.00, in quel del Salone Margherita a Roma, avranno inizio i lavori dell’Assemblea straordinaria dei presidenti, annunciata a novembre dietro le richieste degli Ordini territoriali.
Autore: Daniela Lucia

L’Assemblea straordinaria - E alla fine arriva l’Assemblea. Quella dei Presidenti, s’intende. L’incontro sperato, richiesto sin da quest’estate, annunciato quasi un mese e mezzo fa e accolto dalla governance della Categoria con timida approvazione, in ritardo rispetto alle previsioni e senza proclami ostentati, si terrà il 10 gennaio prossimo, dalle ore 14 alle 18 presso il Salone Margherita di Roma. Così, i presidenti dei diversi Ordini territoriali avranno l’opportunità di confrontarsi con le massime cariche del Consiglio nazionale, mettendo sul tavolo i propri timori, le proposte e le eventuali critiche che da diverso tempo albeggiano su non pochi organi di stampa. L’obiettivo, condiviso e sottoscritto da molti Presidenti, è il ricongiungimento con un’attività di categoria che sia coesa e che s’incammini lungo percorsi costruiti insieme, dove possano confluire le differenti voci del coro e nei quali si delineino per tutti adeguati spazi e tutele. A ben vedere, a rendere necessario un incontro di siffatta natura è la fragile situazione in corso ormai da un lasso di tempo troppo lungo per lasciare indifferenti gli iscritti; si tratta, a dire il vero, di un periodo caratterizzato da una fragilità preoccupante dovuta a strategie di rappresentanza poco incisive e spesso non puntali, nonché a una politica più volte incurante dei bisogni delle categorie professionali, in particolare quelli dei commercialisti. In effetti, le misure intraprese dall’Esecutivo da luglio ad oggi non hanno incoraggiato la Categoria, anzi in molte occasioni ne hanno debilitato il potenziale imponendo comportamenti e prassi tendenti a schiacciarne la naturale autonomia. Tant’è che, da ultimo a novembre, gli Ordini territoriali che chiedevano incontri periodici dei Presidenti, stabiliti a meno di due mesi di distanza l’uno dall’altro, motivavano le rispettive istanze proprio col fatto che solo una scelta operativa coesa e compatta si sarebbe potuta mostrare come linea d’argine contro un legislatore tanto irriguardoso.

Pressioni e richieste - Dunque, a festeggiare per questa Assemblea dei Presidenti di stampo straordinario indetta da Claudio Siciliotti, sono quei leader degli Ordini che avevano fatto la voce grossa affinché si prendesse una decisione in merito. Ma si tratterà di festeggiamenti con riserva, in quanto è proprio la straordinarietà dell’evento cha fa temere una non ricorsività stabile dello stesso. Ricordiamo che la discussione aveva preso le mosse da una lettera indirizzata alla volta del Presidente del Consiglio nazionale dagli ordini lombardi, attraverso la quale si chiedeva appunto un incontro generale a scadenza fissa che si ponesse come materiale di lavoro lo studio e la progettazione di linee guida inerenti all’auspicata quanto discussa riforma delle professioni. Alla missiva avevano fatto seguito gli appelli avanzati dagli Ordini della Calabria, della Basilicata, di Brescia e di Torino che riproponevano al CNDCEC le medesime richieste. Coesione, compattezza, azione. E tutela, soprattutto.

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