28 dicembre 2012

CNDCEC: lista unica solo per un progetto condiviso

Riconfermata la fiducia a Longobardi e Di Russo

Cari Colleghi,
la notizia della rinuncia, da più parti invocata, di Claudio Siciliotti a riproporre la propria candidatura a Presidente del Consiglio Nazionale alle elezioni indette per il prossimo 20 febbraio, contribuisce senz’altro a superare il clima di aspra contrapposizione che certo non ha giovato né alla Categoria nel suo insieme né al Consiglio stesso.

Nel riconoscere al Presidente uscente la passione e l’impegno profusi nello svolgimento del mandato, di cui lasciamo ad ognuno una riflessione sui risultati raggiunti, resta l’amarezza per un commiato condito da toni polemici e tristemente segnato dallo scioglimento del Consiglio Nazionale e della nomina di un commissario straordinario disposti con decreto del Ministero della Giustizia lo scorso 11 dicembre.

Una macchia dovuta alla opinabile gestione del Consiglio Nazionale nella sua fase finale, e che quindi solo un immediato passo indietro del Presidente Siciliotti (come da nostra richiesta rimasta inascoltata) avrebbe potuto prevenire.

Amor di verità, infatti, impone di ricordare che il commissariamento affonda le proprie radici non – come pare volersi accreditare - nel trasferimento dall’ordine di Paola a quello di Aosta del collega Giorgio Sganga, al quale va comunque riconosciuta grande sensibilità istituzionale nell’aver tentato (prima e non dopo l’intervento del Ministero) di disinnescare ogni polemica manifestando la disponibilità a farsi da parte; ma, piuttosto – come chiarisce la proposta del Capo di Dipartimento per gli Affari di Giustizia ai fini dell’adozione del decreto di scioglimento del Consiglio Nazionale con indizione di nuove elezioni per il rinnovo - nel “conflitto di interessi nel quale versa, ora, la maggior parte dei componenti del Consiglio Nazionale attualmente in carica, all’origine […] di reiterati comportamenti censurabili e illegittimi”.

E, tra questi, la nota decisione del 21 novembre 2012 – potenzialmente determinante ai fini dell’esito elettorale - “assunta dal Consiglio dopo aver proceduto, nella stessa seduta e immediatamente prima, a modificare il “Regolamento del Consiglio Nazionale” relativamente alle modalità di calcolo dei voti assembleari, consentendo la presenza di coloro che si trovano in conflitto di interessi ai fini della determinazione del quorum sia strutturale che deliberativo”; modifica “deliberata senza la prescritta indicazione di uno specifico punto all’ODG della seduta, né alcuna comunicazione al Ministero vigilante per gli adempimenti di competenza, e resa subito esecutiva”, e dunque “in contrasto con il disposto dell’articolo 30, comma 3, del d.lvo 139/2005, secondo cui “le deliberazioni sono assunte con la maggioranza assoluta dei presenti aventi diritto al voto” in relazione al principio generale desumibile dall’art. 51 cpc”.

La querelle sorta intorno al trasferimento del collega Giorgio Sganga ha piuttosto pesato sulla decisione di azzerare il quadro uscito dalla consultazione di ottobre e di indire nuove votazioni; decisione peraltro originata – puntualizza il Ministero – anche dai “dubbi di validità che pendono sui voti espressi il 15 ottobre 2012 dai Consigli dell’Ordine di Bari ed Enna, in quanto espressi da organi collegiali sciolti ope legis per effetto delle dimissioni dei relativi presidenti”, e senza i quali le liste capeggiate dai candidati Gerardo Longobardi e Davide Di Russo, già forte della maggioranza degli iscritti, avrebbero registrato anche la maggioranza dei voti espressi.

Ma è tempo di voltare pagina.

L’apprezzabile ancorché tardivo gesto di Claudio Siciliotti crea le condizioni per rimuovere gli attriti che hanno influenzato la storia recente della nostra categoria e prepara il campo a un nuovo tentativo di formare una lista unitaria in vista del prossimo appuntamento elettorale, secondo un auspicio che per primi abbiamo voluto esprimere.

Una lista unitaria che sia estranea a interessi personali, così da poter, compatta, concentrare ogni energia nel pieno ripristino dell’autorevolezza della nostra Professione, colpita dalle difficoltà della congiuntura economica e da provvedimenti legislativi non sempre felici.

Lo sforzo verso l’ambizioso obiettivo deve però essere improntato a quei principi di democraticità e condivisione che già nella fase embrionale del percorso elettorale della componente Ragionieri erano stati individuati quale humus comune, salvo poi venire sacrificati sull’altare di dannosi protagonismi che, di fatto, hanno ignorato gli accordi originariamente raggiunti, rimasti lettera morta, facendo naufragare il progetto unitario e provocando la formazione di una lista alternativa.

Da parte di tutti, quindi, deve venire una sincera e tangibile adesione a tali principi, attraverso il comune e ineludibile presupposto secondo cui gli esponenti della lista dovranno essere indicati e investiti dai territori, chiamati previamente a esprimere la loro preferenza e, quindi, a contribuire concretamente alla selezione dei candidati, senza predeterminazioni di sorta.

Non c’è più spazio, insomma, per imposizioni dall’alto o individualismi verticistici.
Proprio per tale motivo, e alla luce del comportamento che ne ha distinto il percorso elettorale, è stata rinnovata, all’unanimità dei territori presenti, la stima e la fiducia a Gerardo Longobardi e Davide Di Russo affinché, con un ulteriore scatto e un rinnovato impegno elettorale, verifichino la generale disponibilità alla realizzazione di un progetto autenticamente unitario all’insegna dell’effettivo coinvolgimento della base e, quindi, dell’intera Categoria.

Perché non venga ancora una volta frustrata l’occasione di operare concordemente “Insieme per la Professione”.

Il Comitato elettorale “Insieme per la Professione

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