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La nuova Commissione - In seno al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha visto la luce, in questi giorni, la Commissione Nazionale Area Lavoro. Attraverso questo nuovo soggetto, l’organo direttivo della categoria intende fornire ai propri iscritti assistenza formativa, consulenza e servizi in materia di consulenza del lavoro e previdenziale, avvalendosi altresì dell’intermediazione dei rispettivi Ordini di appartenenza.
Il presidente – La Commissione appena nata sarà guidata da Lorenzo Di Pace, che ha già rivestito la carica di presidente della Commissione Lavoro dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma. Forte di questa nuova investitura, Di Pace sarà chiamato ad affiancare Vito Jacono, consigliere nazionale con la delega in materia di lavoro.
Presupposti e prospettive - Questa nuova Commissione è stata concepita dalla sempre più viva consapevolezza del Consiglio nazionale di doversi impegnare a sostegno della ‘base’ proprio in un ambito, come quello lavoristico, per operare nel quale negli ultimi anni sono state richieste ai commercialisti maggiori competenze e una più accurata attenzione. “L’attività di consulenza del lavoro svolta dai commercialisti, già prevista nell’ambito dell’attività professionale dei ragionieri e dei dottori commercialisti, è stata richiamata tra le attività previste dall’art 5 della L.139/2005 a seguito dell’unificazione in unico albo delle due categorie, prevedendone lo svolgimento anche da parte degli iscritti alla sez. B dell’Albo (Esperti Contabili). La Commissione produrrà per gli iscritti aggiornamenti costanti sulla materia, nonché eventi formativi per la divulgazione di questi temi su tutto il territorio nazionale. La Commissione si farà anche portavoce delle istanze provenienti dai colleghi di tutta Italia per far riconoscere la dignità di professionisti che, insieme ai colleghi Consulenti del lavoro e Avvocati, si impegnano quotidianamente affinché la consulenza in materia di lavoro e previdenza e la gestione amministrativa delle risorse umane non diventino meri adempimenti ‘gestionali’ che, a causa della crisi, rischiano di essere delegati a soggetti ‘terzi’ che non forniscono garanzie sufficienti per la tutela dei clienti”, ha spiegato Vito Jacono.