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La sottoscrizione - Minato da battaglie intestine, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili sta forse scoprendo una nuova era di pace e condivisione di interessi e obiettivi. Lo scorso venerdì, sulla scia della proposta caldeggiata nelle ultime settimane, i candidati a presidente e vicepresidente della lista “Insieme per la professione”, Gerardo Longobardi e Davide Di Russo, hanno redatto è firmato un puntuale e conciso documento col quale si impegnano solennemente al ritiro delle rispettive candidature, in aggiunta a quello degli altri colleghi presenti nelle due liste. Il documento, comprensivo di un totale di 29 nominativi, è stato poi inoltrato alla lista “Vivere la professione” guidata da Massimo Miani e Raffaele Marcello, oltreché al gruppo di ricorrenti, in primis a Claudio Siciliotti, al fine di ottenere anche da questi il ritiro dei ricorsi. Si è trattato di un passo forte e risoluto verso il cambiamento da più parti auspicato. L’auspicio è quello di rimettere, una volta per tutte, la decisione in mano agli Ordini territoriali, sottraendosi così da imposizioni inflitte da organismi terzi quali il TAR o il Consiglio di Stato.
Il primo atto di responsabilità - A ben vedere, quello mosso da Longobardi-Di Russo è stato un serio atto di responsabilità. Già nei giorni scorsi l’ex leader dei commercialisti capitolini aveva esternato la propria posizione in merito all’impasse che sta vivendo la categoria. Gerardo Longobardi riteneva necessario concretizzare il rispetto nei confronti degli iscritti, scopo da perseguire muovendosi in maniera fattiva al fine di difendere la professione da attacchi esterni quali potrebbero essere considerati quelli delle emergenti categorie non regolamentate. Pertanto, la redazione del documento di concerto con il candidato vice Davide Di Russo, incarna in pieno il desiderio di tutelare il bene di tutta la platea dei colleghi, piuttosto che perseguire ambizioni personali. Ora si tratta di far seguire i fatti alle parole, tenendo presente che il primo passo verso questa direzione è già stato fatto con la sottoscrizione del testo in oggetto.
Ipotesi di lista unitaria - L’ipotesi largamente raccomandata è quella della formazione di una lista unitaria nella quale far confluire le proposte costruttive in seno a entrambi i programmi ad oggi contrapposti. Ma questa decisione spetterebbe poi agli Ordini. Per il momento si attendono le risposte di Miani-Marcello e dei ricorrenti guidati da Claudio Siciliotti. Per quel che concerne la posizione di Massimo Miani, benché sia differente rispetto a quella di Longobardi, appare comunque vicina alla volontà di farsi da parte, come lo stesso ha confermato nei giorni scorsi abbracciando l’originaria proposta di ‘deporre le armi’ a patto però che anche gli altri contendenti e i ricorrenti seguissero la medesima condotta.
Il punto sui ricorsi - E poi c’è l’ex presidente nazionale, Claudio Siciliotti. Dal principale ricorrente non è stata diffusa finora nessuna dichiarazione. Lo scenario che si presenta, tenendo conto della disponibilità dimostrata dai candidati di entrambe le fazioni, richiederebbe anche a Siciliotti, uno dei protagonisti dell’impasse, di fare marcia indietro dimostrando davvero d’avere a cuore le sorti della categoria. Una delle condizioni affinché anche i suddetti ritiri divengano effettivi è appunto quella che riguarda il ritiro dei ricorsi. Tant’è che, come abbiamo visto, il documento redatto da Longobardi-Di Russo è stato indirizzato anche al primo e, ad oggi, ultimo presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’auspicio è che Claudio Siciliotti non cada nella tentazione di voler influenzare gli immediati esiti della recente svolta che sta attraversando il Consiglio nazionale. Un Consiglio di grande valore che però ha vissuto l’anno più buio della sua giovane vita ed è tuttora soggetto a un Commissariamento straordinario che la ‘base’, vera anima della categoria, non merita affatto. La speranza definitiva è quindi che i principali attori di questa grande ‘tragedia’ decidano di porre fine all’atto più triste per dar vita a quello della rinascita.