10 novembre 2011

Cndcec: quel che non convince del maxiemendamento

Tariffe professionali, Collegi sindacali e società professionali, questi i punti del maxiemendamento sulla Stabilità che non vanno bene al Consiglio nazionale. In merito ai Collegi sindacali, il Cndcec insieme alle altre associazioni di categoria si è rivolto, in richiesta di tutela, al Presidente della Repubblica.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Stabilità e Cndcec - Mentre il maxiemendamento al disegno di legge sulla Stabilità, ossia la Finanziaria 2012, ha iniziato il suo iter ieri al Quirinale e questa mattina in Senato, c’è chi ha già fatto sentire la propria tonante posizione contraria a diverse misure che parrebbero proprie del testo abbozzato nei giorni passati. Si tratta, nello specifico, delle esternazioni rese note lo scorso week-end dal presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Claudio Siciliotti, che ha seguito passo passo i punti del maxiemendamento che hanno generato malcontento nella categoria. Considerazioni, tra l’altro, largamente condivise anche dal Comitato unitario professioni, guidato da Marina Calderone, già leader dei Consulenti del lavoro. A ben vedere, il Cup aveva chiesto all’Esecutivo di rivedere, tra le altre cose, il modello relativo alle società di capitali poiché considerato pericoloso per le categorie professionali. E proprio la regolamentazione delle nuove società tra figure professionali è uno dei focus contro i quali si scaglia il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, oltreché manifestare il proprio malcontento innanzi a procedure che vedrebbero la soppressione dell’indicatività delle tariffe e la contrazione dei membri dei Collegi sindacali delle società che abbiano meno di 10 milioni di euro di capitale. Il capo dei commercialisti italiani, di concerto con Aidc, Unagraco, Adc, Anc, ANDoC, Ungdcec e UN.I.CO, ha chiarito la propria posizione di contrasto a misure di siffatta natura redigendo una missiva indirizzata al Capo dello Stato, elencando nella stessa i propri motivi di disappunto e insoddisfazione, in quanto le disposizioni annunciate vengono ritenute dall’intera categoria come espressioni di un momento di criticità, pertanto sorte da procedimenti frettolosi e poco attenti alle esigenze dei professionisti. In calce alla lettera, il presidente del Cndcec ha espresso l’auspicio a che vengano tutelati i Collegi sindacali e i ruoli dei componenti, nonché che si garantisca un futuro stabile a “un sistema che ha sempre dimostrato di funzionare bene anche grazie a quei professionisti che mai si sono sottratti alle loro responsabilità, ma che davvero non possono accettare di vedersele triplicare, insieme ai correlati carichi di lavoro, trasformando una delle missioni più nobili della professione a tutela degli interessi collettivi in una vera e propria missione impossibile”.

Il tariffario - Uno dei punti sui quali maggiormente i commercialisti, tramite il proprio presidente Claudio Siciliotti, hanno ribattuto la propria contrarietà è, come si è potuto constatare, la questione relativa all’eliminazione di indicazioni circa il tariffario medio delle prestazioni professionali. Il parere di Sciliotti è che si è al cospetto di “un giustizialismo giuridico”. In altre parole, se venisse approvato il maxiemendamento, cosa molto probabile viste le necessità emergenti dalla situazione politica ed economica, verrebbero soppresse le indicazioni delle tariffe professionali, che non potranno esser prese in considerazione neanche nelle vesti di termini di raffronto orientativi.

Collegi sindacali - A ben vedere, si tratta di un argomento che ha coinvolto in maniera trasversale tutte le associazioni alle quali i commercialisti e gli esperti contabili, giovani e meno giovani, afferiscono. In particolare, l’entrata a regime di una tale disposizione imporrebbe la diminuzione dei membri dei Collegi sindacali per quelle società che in fatto di capitale dispongono di una soglia inferiore ai 10 milioni di euro. Entrando nel merito, i Collegi che rispecchiano queste caratteristiche hanno in media dai tre ai cinque componenti, che secondo il maxiemendamento dovrebbero scendere a uno. Ora, il discrimine apposto alla presente disposizione, ossia il fatto che la stessa sarà applicata solo alle aziende con meno di 10 milioni di euro in capitale, un vero criterio distintivo non è, in quanto la maggioranza delle aziende e delle società italiane risponde a questa caratteristica. La contrarietà dei commercialisti, e del Consiglio nazionale nello specifico, si riferisce al fatto che contraendo il numero dei membri del Collegio sindacale verrebbero meno le garanzie di controllo sulle dinamiche fiscali dell’azienda, anche perché l’unico componente rimasto avrebbe sulle proprie spalle un peso immane di oneri ai quali dovrebbe far fronte con la medesima solerzia di tre o cinque sindaci.

Società di professionisti – Per concludere, l’ultimo dei tre argomenti del ddl di Stabilità che hanno colpito l’orgoglio di categoria dei commercialisti e degli esperti contabili è la disposizione in merito alle società di professionisti. Ebbene, il motivo di contrasto in questo caso sta nella scelta dell’Esecutivo (che il Cndcec ritiene errata) di non istituire un modello radicalmente nuovo a favore dei giovani professionisti che vogliano costituire una società, tale opzione mancata è stata invece surclassata da quella di conformare l’istituzione di società professionali sullo stampo dei modelli propri delle società commerciali. La penalizzazione ai danni dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, che alla luce di ciò non potrebbero neanche pensare di costituire una società per l’esercizio di attività professionali, risiede nel fatto che il modello delle società commerciali è particolarmente dispendioso, dunque non adatto a giovani professionisti che in merito a risorse possiedono quasi esclusivamente il proprio patrimonio di competenze e professionalità.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy