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Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e la Fondazione nazionale di ricerca dei commercialisti hanno pubblicato il Quaderno “Digitalizzazione, Intelligenza Artificiale e Fattori ESG – Framework di raccolta dati per il report di sostenibilità con particolare riferimento alla rendicontazione volontaria VSME”, terzo elaborato di una serie dedicata al rapporto tra governance, finanza aziendale e sostenibilità.
Il documento approfondisce il valore del framework volontario VSME predisposto da EFRAG per micro, piccole e medie imprese non quotate, mettendo in evidenza come digitalizzazione e intelligenza artificiale possano diventare strumenti decisivi per raccogliere, elaborare e monitorare i dati ESG, con benefici sia organizzativi sia competitivi.
Il nuovo Quaderno nasce nell’ambito dell’area “Sviluppo sostenibile” del Consiglio nazionale, con il contributo della Commissione “Governance e finanza”, e si inserisce in un percorso di approfondimento avviato per leggere in chiave operativa l’evoluzione della sostenibilità aziendale. Il focus, in questa terza uscita, è sul rapporto tra fattori ESG, innovazione tecnologica e capacità delle imprese di strutturare processi interni più solidi e leggibili anche verso l’esterno.
Al centro c’è il framework VSME, pensato per la rendicontazione volontaria delle PMI non quotate. Secondo l’informativa diffusa dal Cndcec, questo standard può facilitare la connessione tra le esigenze informative di banche, intermediari finanziari, assicurazioni, clienti, fornitori e altri stakeholder, rafforzando al tempo stesso il ruolo del commercialista nell’analisi degli impatti, dei rischi e delle opportunità legate alla sostenibilità.
Uno dei messaggi centrali del documento è che digitalizzazione e intelligenza artificiale non riguardano solo le grandi imprese o i soggetti già pienamente coinvolti negli obblighi di rendicontazione. Anche per le PMI non soggette a sustainability reporting, queste tecnologie vengono descritte come elementi di un’analisi strategica capace di creare una struttura organizzata per processi, utile a raccogliere dati, verificarli, monitorarli e misurare gli scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati.
Nel Quaderno si sottolinea inoltre che l’uso di strumenti digitali e soluzioni di IA può rendere più efficiente la raccolta e la gestione delle informazioni ESG, permettendo interventi correttivi più rapidi e un presidio più efficace delle performance aziendali, sociali, ambientali ed economiche. In questa prospettiva, la trasformazione digitale viene letta come una leva di managerializzazione dell’impresa e di rafforzamento della sua competitività.
Il valore del framework VSME, secondo il Quaderno, sta anche nella sua capacità di trasformarsi in un linguaggio comune tra impresa e stakeholder. Il documento evidenzia infatti come lo standard volontario possa aiutare le PMI a dialogare in modo più ordinato con il sistema bancario e con il mercato, in un contesto in cui i fattori ESG incidono sempre di più sulla valutazione del rischio, sull’affidabilità e sull’accesso ai finanziamenti.
Non a caso, il testo richiama anche il tema del “dialogo di sostenibilità” tra PMI e banche, presentandolo come uno strumento complementare allo standard VSME. L’obiettivo è accompagnare le imprese verso una rendicontazione più chiara, proporzionata e utile, senza ridurre la sostenibilità a un mero adempimento, ma facendone un fattore di posizionamento competitivo e di relazione con il credito, la filiera e gli altri portatori di interesse.