27 ottobre 2011

Comunicazione Federazione degli Ordini DCEC Calabria e Basilicata

Pubblichiamo quanto ricevuto dalla Federazione degli Ordini dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Calabria e Basilicata

FEDERAZIONE DEGLI ORDINI DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E EGLI ESPERTI CONTABILI DI CALABRIA E BASILICATA

Tutti i Presidenti degli Ordini DCEC
LORO SEDI

Il 21 ottobre u.s. la Federazione degli Ordini della Calabria e della Basilicata si è riunita per discutere dello stato attuale della Categoria e del suo futuro. E alla luce degli ultimi eventi, facendo seguito ad un ricco ed articolato dibattito, ha deciso unanimemente di emanare il seguente documento.
Le attuali sfide e quelle che ci attendono come professionisti, sono innumerevoli e ciascuna di esse merita la stessa dignità, perché incidono sulla qualità del lavoro e, dunque, del servizio offerto al cittadino/contribuente.
Una buona reputazione della Categoria dipende, innanzitutto, dall’utilità e dall’efficienza dell’attività professionale ed è un preciso dovere della politica di Categoria mettere in condizione i Colleghi tutti a svolgerla al meglio.
Non possiamo, purtroppo, affermare che tutte le azioni finora intraprese siano andate in questa direzione. Le stesse sono risultate, infatti, troppo spesso vane e orientate ad ottenere il mero consenso esterno. Occorre dialogare con le Istituzioni, fare ascoltare le nostre ragioni e non cercare di attirare la loro attenzione a tutti i costi. L’autorevolezza di una Categoria passa attraverso i contributi concreti che essa riesce a fornire per migliorare il sistema Paese, non facendo voli pindarici ma: ascoltando le esigenze degli Ordini e dei Colleghi che spesso sono identici in tutto il Paese (basta leggere le lettere dei tanti colleghi di tutta Italia, pubblicate dai quotidiani on line EUTEKNE e Fiscal Focus); valorizzando e tenendo in debita considerazione le eventuali differenze che su base locale caratterizzano lo svolgimento della Professione; condividendo il più possibile, le azioni e posizioni da assumere nei confronti dell'esterno, al fine di riequilibrare il rapporto con la pubblica amministrazione.

Siamo ormai arrivati al giro di boa di questo difficile e sofferto quinquennio che ha presentato all'intero Paese una Categoria con un vestito nuovo, quello dei dottori e dei ragionieri. Ora, riteniamo che è indispensabile pensare alla formazione del prossimo Consiglio Nazionale anche grazie allo spunto datoci dal quanto mai opportuno ed apprezzabile documento elaborato dai Consigli degli Ordini di Udine e Venezia e pubblicato, dopo averlo sottoscritto dai rispettivi Presidenti Marco Pezzetta e Massimo Miani, su una rivista online il 28 settembre u.s..
L'esame del documento in questione ci ha convinto a fare propri i punti da loro via via enunciati, quali:
1 razionalizzazione Commissioni di studio;
2 valorizzazione Comitato Esecutivo;
3 valorizzazione Assemblea Presidenti;
4 riordino attività di ricerca;
5 riqualificazione rapporti con i Consigli Ordini territoriali;
6 riduzione e razionalizzazioni delle " spese promozionali";
7 modifica dell'apparato disciplinare;
8 normazione società professionale;
9 modifica al 139 per riconoscimento specializzazioni professionali;
10 modifica disciplinare inerente la formazione;
11 migliore comprensione del ruolo della previdenza interconnessa alla politica professionale.

Alle proposte avanzate, certamente non esaustive, cosa che nemmeno i proponenti auspicavano, riteniamo necessario aggiungere altre proposte di modifiche al 139, quali ad esempio:
- cancellazione del limite dei cinque anni per poter accogliere un tirocinante nel proprio studio;
- previsione che ad eleggere i nuovi Consigli Nazionali siano i nuovi Consigli degli Ordini;
- riduzione del numero dei componenti il Consiglio Nazionale, atteso che dal 2017 in poi ci sarà la definitiva integrazione tra dottori e ragionieri;
- rimodulazione del contributo da versare al Cndcec, ad iniziare, ad esempio, dai nuovi iscritti;
- semplificazione dei procedimenti disciplinari a seguito di non assolvimento degli obblighi formativi.
E per ultimo, ma per primo in ordine di importanza, la fine dei "soprusi" dell'Agenzia delle Entrate nei confronti della Categoria.

E' chiaro che anche noi riteniamo di non essere esaustivi, ma i dibattiti sono necessari, possono e debbono arricchire la piattaforma dalla quale si parte se riteniamo necessario che la politica del prossimo Consiglio Nazionale dovrà mirare ad ottenere il riequilibrio del rapporto tra la Categoria e la Pubblica amministrazione sia sotto il profilo della pari dignità, sia per quanto attiene all’aspetto economico.
Noi ci siamo e vogliamo continuare ad esserci, condividendo le nostre idee così come fatto sino ad ora con chi attualmente ci rappresenta come Giorgio Sganga, affinché partendo da quanto emerso dal nostro documento si realizzi un programma per la nuova governance di Categoria.

Il Coordinatore della Federazione
Giuseppe Iurato

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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