5 dicembre 2012

Elenco Revisori: le assenze “ingiustificate”

I motivi delle esclusioni e il malcontento della categoria dei commercialisti.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’esclusione - Il dente avvelenato dei commercialisti, in questi ultimi giorni, è dovuto all’esclusione di un bel gremito numero di essi dall’Elenco dei Revisori degli enti locali, pubblicato dal Ministero degli Interni la scorsa settimana. Pertanto, in attuazione di quanto disposto dal D.M. n. 23 del 15 febbraio 2012, sono stati inseriti negli elenchi regionali dei revisori dei conti degli enti locali ben 4.146 professionisti provenienti da tutte le Regioni a statuto ordinario. Questi elenchi rappresenteranno il bacino di estrazione, a partire dal 10 dicembre, dei revisori che costituiranno l’organo di controllo degli enti locali.

L’elenco –
Con il D.M. dello scorso 27 novembre, il Ministero guidato da Anna Maria Cancellieri ha pubblicato il suddetto elenco, redatto seguendo l’ordine alfabetico per ciascuna articolazione regionale. I nominativi sono visionabili sul portale online del dicastero.

I motivi dell’esclusione
– Più della metà delle domande pervenute al Ministero entro il 16 luglio 2012 sono state respinte con un missiva che gli uffici ministeriali hanno inoltrato ai professionisti la cui istanza non è risultata passibile di accoglimento. Le domande di inserimento nell’elenco sono state pari a un numero complessivo di 9.920, di queste solo 4.146 hanno ottenuto il beneplacito ministeriale. I motivi delle restanti esclusioni? Ebbene, secondo le spiegazioni che lo stesso dicastero ha addotto, i professionisti espulsi non hanno raggiunto i quindici crediti formativi necessari all’iscrizione, come spiegato nell’articolo 4 del decreto ministeriale di costituzione dello stesso registro. In sostanza, gli espulsi risultano in misura maggiore rispetto ai professionisti che sono stati invece inseriti nell’elenco, in quanto il numero di coloro che si sono visti recapitare la missiva del dicastero è pari a 5.774. Il punto è che il Ministero ha ritenuto di dover interpretare in maniera fedele la norma, in base alla quale potevano essere considerati in maniera esclusiva i crediti acquisiti nel campo della contabilità pubblica e nella gestione economico-finanziaria degli enti locali conseguiti negli ultimi tre anni (quindi prima della riforma). Tuttavia, proprio al fine di evitare le confusioni che invece hanno preso forma, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili aveva a suo tempo chiarito che potevano essere considerati propedeutici all’inserimento nell’elenco altresì i crediti maturati dalla partecipazione ai corsi di diritto tributario. Purtroppo però il chiarimento del supremo organo di rappresentanza dei dottori commercialisti e degli esperti contabili è rimasto inascoltato. Ovvio che i professionisti destinatari della lettera ministeriale ed esclusi dall’elenco non hanno alcuna intenzione di mandar giù la patata bollente, per il momento intanto a diffondersi all’interno della categoria è un doppio malcontento: in prima battuta, nei confronti del Ministero; secondariamente, nei riguardi dei rappresentanti nazionali che non hanno saputo dare risposte certe. Tali scompigli non fanno che ingrossare i motivi di tensione, peraltro già alti se si considera che alcuni Ordini locali avevano impugnato il D.M. n. 23/2012 e si è ancora in attesa del responso del TAR.

Il futuro immediato – Intanto il Ministero dell’Interno procede per la propria strada. Le estrazioni dall’elenco pubblicato, che inizieranno il 10 dicembre, si protrarranno fino al 28 febbraio, Poi si apriranno i termini di iscrizione al nuovo elenco, con relative estrazioni a marzo. La speranza è però che non si ripetano i disguidi che stanno caratterizzando questa prima applicazione.

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