18 giugno 2026
CNDCEC / CONSIGLIO/3
18 giugno 2026

Fisco e intelligenza artificiale: i commercialisti chiedono un tavolo tecnico con l’Amministrazione finanziaria

Per il Consiglio nazionale serve un confronto stabile sull’utilizzo dell’IA nelle attività di contrasto all’evasione, con particolare attenzione a trasparenza, gestione dei dati e tutela della riservatezza dei contribuenti

Autore: Lucia Giampà

Un tavolo tecnico di confronto con l’Amministrazione finanziaria per discutere l’impiego dell’intelligenza artificiale nel sistema fiscale, con l’obiettivo di favorire un dialogo strutturato su temi centrali quali l’utilizzo dei dati, l’interoperabilità delle banche dati, l’analisi del rischio e la tutela della riservatezza dei contribuenti.

È questa una delle principali proposte avanzate dal Consiglio nazionale dei commercialisti nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, dedicata alle misure di contrasto all’evasione fiscale, alla sicurezza delle banche dati dell’anagrafe tributaria e alla protezione dei dati dei contribuenti.

All’audizione ha partecipato il Vicepresidente nazionale e delegato alla fiscalità, Vincenzo Moretta, che ha evidenziato come l’Amministrazione finanziaria stia accelerando sull’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale a supporto delle attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

IA e fisco: strumenti utili ma serve trasparenza

Secondo il Consiglio nazionale, il ricorso all’intelligenza artificiale rappresenta un’evoluzione da sostenere, in quanto consente una più efficace valorizzazione dei dati che confluiscono nel sistema informativo dell’anagrafe tributaria.

L’utilizzo di strumenti evoluti può infatti favorire un impiego più tempestivo delle informazioni disponibili, una maggiore interoperabilità tra le diverse banche dati pubbliche e un potenziamento delle attività di analisi del rischio, con possibili ricadute positive anche in termini di selettività e qualità dei controlli.

Tuttavia, proprio la crescente centralità di tali strumenti impone, secondo i commercialisti, un presidio adeguato sul piano della trasparenza. L’impiego dell’intelligenza artificiale in ambito fiscale, soprattutto quando incide sulle attività di controllo e selezione dei contribuenti, deve essere accompagnato da garanzie idonee a rendere comprensibili criteri, modalità operative e finalità del trattamento dei dati.

Da qui la proposta di istituire un tavolo tecnico dedicato, nel quale approfondire le principali questioni connesse all’utilizzo dei sistemi di IA da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Digitalizzazione fiscale e oneri per gli operatori

Nel corso dell’audizione, il Consiglio nazionale ha ribadito il proprio sostegno al rafforzamento del processo di digitalizzazione e integrazione delle banche dati fiscali. Si tratta di un percorso considerato necessario per modernizzare il rapporto tra Fisco e contribuente e per rendere più efficiente l’azione amministrativa.

Al tempo stesso, i commercialisti hanno richiamato l’attenzione sui costi e sulle complessità operative che accompagnano tale trasformazione. L’implementazione di nuovi servizi digitali e di procedure sempre più integrate comporta, infatti, ricadute concrete sugli operatori professionali, chiamati ad adeguarsi a sistemi, adempimenti e modalità di gestione in continua evoluzione.

Si tratta di oneri che, pur non emergendo direttamente nei conti pubblici, incidono sull’organizzazione degli studi professionali e delle imprese assistite. Per questo, secondo il Consiglio nazionale, tali costi dovrebbero essere valutati con attenzione ogni volta che si progettano nuovi strumenti o servizi pubblici digitali.

Verso un nuovo equilibrio nel rapporto Fisco-contribuente

La richiesta di un tavolo tecnico si inserisce in una prospettiva più ampia: quella di preservare un rapporto tra Amministrazione finanziaria, professionisti e contribuenti fondato sui principi di fiducia e leale collaborazione.

L’intelligenza artificiale può rappresentare un importante supporto per l’attività amministrativa e per il contrasto all’evasione, ma il suo utilizzo deve essere governato attraverso regole chiare, confronti preventivi e adeguate garanzie procedurali.

Per i commercialisti, il confronto con l’Amministrazione finanziaria diventa quindi essenziale non solo per accompagnare l’innovazione tecnologica ma anche per evitare che la digitalizzazione si traduca in un aggravio non ponderato per gli operatori o in un arretramento delle garanzie riconosciute ai contribuenti.

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