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L’Ifac - Periodo di grandi novità in seno ai vertici dell’Ifac, l’International Federation of Accountants. In particolare, sono emerse buone nuove sul fronte degli studi medio-piccoli, che hanno visto l’elezione a presidente del Comitato Piccoli Medi Studi Professionali dell’italiano Giancarlo Attolini, già consigliere del CNDCEC. Nata con l’intento di garantire gli interessi pubblici attraverso l’apporto operativo dei professionisti che lavorano nel campo economico-contabile, la Federazione risponde alle esigenze emergenti da poco più di un centinaio di Paesi alle quali fa fronte grazie all’accorpamento in sé di ben oltre 160 associazioni di professionisti contabili. L’obiettivo che si è posto l’Ifac, fin dalla sua fondazione, è quello di dare un forte segnale in seno alle promozioni di strategie mirate all’incremento di standards economici stabili e competitivi, nonché qualitativamente alti e professionalmente all’avanguardia. L’aspetto poliedrico della Fondazione, il suo riferirsi a nazionalità differenti e il mettere in campo altrettanto diverse potenzialità, la investe della funzione di strumento indispensabile per far convergere le relative informazioni in virtù dei principi di trasparenza e cooperazione. A ben vedere, l’IFAC si presenta nello scenario mondiale nelle vesti di rappresentante comune al quale i professionisti dei Paesi membri si sono affidati. Le attività svolte dalla fondazione, concentrate nella totalità dei casi in questioni di natura tecnico-scientifica, sono state rese note e concrete attraverso la costituzione di commissioni tecniche e permanenti.
Il Comitato SMP - “L’obiettivo strategico del comitato Piccoli Medi Studi Professionali – ha dichiarato Attolini - sarà ora quello di incidere significativamente sull’agenda IFAC per accrescere l’attenzione rivolta a settori e attività professionali diverse dalla revisione contabile”. Ed entrando nel merito, si evince che il comitato, composto per lo più da professionisti volontari, ha come propria mission quella di mettere a disposizione delle piccole e medie imprese e dei piccoli e medi studi professionali afferenti un insieme gremito di misure volte a garantire agli stessi soggetti stabilità, pertinenza e proporzionalità nei confronti dei criteri internazionali. Dialogo normativo e politiche globali sono, quindi, i termini chiave di cui si nutre l’organo guidato da Giancarlo Attolini. Il Comitato esiste dal 2000 ed è stato un braccio destro molto caro all’IFAC, in quanto ha permesso l’incremento e la definizione di non poche misure evolutive di stampo contabile ed economico. L’opera portata avanti dal Comitato, oltre ad essere di sostegno concreto ai piccoli e medi studi professionali che ne richiedono il contributo, ha promosso anche una serie di pubblicazioni formative come, ad esempio, la “Guida all’utilizzo dei principi internazionali di revisione ISA nella revisione delle Piccole Medie Imprese”, la “Guida pratica all’applicazione degli standard internazionali di controllo di qualità nella revisione ISQC 1 e ISA 220” e la “Guida alla gestione degli studi professionali”.
Il nuovo presidente – La figura di Giancarlo Attolini, come si è visto, non è nuova al mondo professionale, in quanto riveste la carica di consigliere nell’attuale Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Ma, a ben vedere, anche il suo rapporto con il Comitato e con la Fondazione non è fresco di nascita, poiché fin dal 2006 Attolini ha ricoperto in seno all’organo internazionale diverse cariche, quali il technical advisor, il componente del consiglio e il vice presidente vicario.