23 novembre 2011

Ifac: Stefano Marchese, un italiano al Board Deontologia

Il consigliere del CNDCEC, Stefano Marchese, è stato nominato componente della commissione inerente alla deontologia dell’Ifac. Indipendenza e allargamento degli orizzonti le sue prerogative.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Nuova nomina italiana all’Ifac - E’ di poche settimane fa l’annuncio del cambio ai vertici Ifac, che ha visto la nomina a presidente del Comitato SMP dell’italiano Giancarlo Attolini, membro del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Alla luce di quanto emerso nei giorni scorsi, Attolini non sarà l’unico rappresentante dei commercialisti del Belpaese a figurare in seno ai diversi organi direttivi dell’ente internazionale, in quanto lunedì un altro consigliere del CNDCEC, Stefano Marchese, è stato nominato componente del Board Deontologia dell’Ifac. In tale area Marchese lavora da anni anche con il Consiglio nazionale del quale è membro, in quanto proprio nel CNDCEC ricopre la delega in merito alla deontologia. Proprio in virtù dell’ormai datata esperienza sul campo, gli auspici circa il suo lavoro nell’Ifac non possono essere che positivi, anzi si pensa a Marchese e alla sua opera attiva come ad un apporto indispensabile al fine di mettere in cantiere piani di sviluppo e rinnovamento del codice etico internazionale, che entrerà in vigore nella sua nuova veste nel 2012.

Il bagaglio di Marchese – Il nuovo membro del Board Deontologia dell’Ifac, Stefano Marchese, ha già reso nota la propria intenzione di portare con sé i principi etici che sono propri del Consiglio nazionale di cui è rappresentante, nonché consigliere. L’IFAC, che calca le scene del teatro mondiale nel ruolo di punto di riferimento condiviso dai professionisti Ue, non può certamente esimersi da una necessaria riflessione in merito all’indipendenza di cui necessitano le categoria ordinistiche, punto sul quale Marchese farà convogliare l’attenzione dei suoi colleghi europei.
L’autonomia dei professionisti, nello specifico dei dottori commercialisti ed esperti contabili, è un tema caro al CNDCEC soprattutto in questo periodo denso di riferimenti ad un imminente riordino delle professioni e all’ormai approvata legge di stabilità che ha, per certi versi, arginato il principio di indipendenza degli iscritti all’ordine nel nostro Paese. A ben vedere, dunque, l’intento di Stefano Marchese sarà quello di riunire le convergenze sull’argomento provenienti da quasi tutte le associazioni dei professionisti economici dei Paesi dell’area mediterranea Ue e presentarli in maniera unitaria nella commissione Ifac del quale è divenuto membro. Accanto a proposte riguardanti l’incremento dell’autonomia dei professionisti, il nuovo componente del Board Deontologia si prodigherà al fine di far inserire nel nuovo testo etico, che come si è detto entrerà in vigore dal prossimo anno, le questioni che, pur essendo relative alla sfera professionale, esulano dal confronto in merito alla revisione. Ampliare punti di vista, quindi, per estendere le tutele alle categorie professionali, con un occhio di riguardo agli ordini dei commercialisti.

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