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Cari colleghi, cari lettori
per il rispetto che nutro nei vostri confronti, sento il dovere di mettervi al corrente su quanto accaduto in questi ultimi giorni. Pubblico di seguito comunicazioni ed e-mail che sono state spedite, sottolineando come di tutti i chiarimenti e le specificazioni fatte, non si è tenuto conto della risposta data dal quotidiano (a mezzo e-mail). Non volendo alimentare polemiche né tanto meno alzare i toni, come raccomanda il nostro presidente, preferisco però la trasparenza. Mentre voglio dare per scontata la buona fede di tutti e pensare che alcuni comportamenti e dimenticanze siano state involontarie.
Prendo atto di quanto sostenuto dal dott. D’Avanzo in rifermento ad un’intervista rilasciata a questo quotidiano e dell’uso che ne è stato fatto anche dal nostro presidente. Prendo atto che l’intervista rispecchia “il sentire” dell’intervistato come da lui stesso scritto in una lettera indirizzata a me e al nostro presidente e sottolineo come l’articolo sia fedele a quanto da lui detto. Prendo atto che il nostro presidente ha ritenuto doveroso rispondere al dott. D’Avanzo (inoltrando la mail in copia a tutti i presidenti), ringraziandolo di alcune sue specificazioni aggiungendo valutazioni di merito e giudizi su questo quotidiano che esulano dal contesto e che poco corrispondono a quell’invito alla calma di cui lui stesso si è fatto portatore. Infine in questo "giro pubblico di corrispondenza privata" è stata dimenticata di includere la risposta da me fornita. Forse, dico forse, perché avrebbe fatto concludere la polemica senza alcune polemica. Scusate il gioco di parole.
Mi spiace che il dott. D’Avanzo abbia avvertito di dover smussare quanto sostenuto nell’intervista all’indomani della sua pubblicazione, ma – umanamente – posso anche comprenderne – ma non condividerne – i motivi. Mi spiace anche della veloce e facile speculazione che, del gesto, è stata fatta. Chi segue questo giornale potrà valutare in coscienza l’accaduto. Accaduto che con oggi, spero conosca la sua fine.