31 agosto 2011

Manovra bis e professioni: l’Antitrust e la replica del Consiglio nazionale forense

Dura la lettera del Presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, ai rilievi dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato

Autore: Redazione Fiscal Focus

La manovra di Ferragosto è stata oggetto di una segnalazione dell’Antitrust, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a cui risponde Guido Alpa, il Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

La segnalazione dell’Antitrust- L’Autorità sottolinea come nella determinazione dei compensi del professionista, porre come punto di riferimento le tariffe professionali, costituisce “un passo indietro rispetto alla norma vigente in base alla quale le tariffe professionali non sono obbligatorie”. Criticata è anche la previsione sull’introduzione dei consigli di disciplina, senza la partecipazione di soggetti esterni e il periodo del tirocinio formativo, che secondo l’Autorità, dovrebbe essere ridotto a due anni massimo.

Replica del Cnf - Il presidente del Consiglio nazionale forense, critica aspramente la segnalazione di Antitrust, che tra l’altro è stata inviata ai presidenti di Camera e Senato, senza una loro esplicita richiesta. Il presidente Alpa sottolinea in primo luogo come le professioni intellettuali non possono essere equiparate ad attività d’impresa. La nostra Costituzione in merito distingue apertamente tra attività di lavoro e attività di impresa, con la conseguenza che non possono essere estese alle attività professionali, le regole sui servizi o se del caso, vanno adattate alla particolare natura che queste attività rivestono.

Le tariffe professionali- Sopprimendo il vincolo delle tariffe professionali nella determinazione dei compensi dei professionisti, “si è peggiorata la situazione che si voleva invece migliorare, cioè la situazione dei consumatori” afferma il presidente Alpa. La manovra bis in vero, non re-introduce il vincolo delle tariffe professionali, ma si limita a individuarle come un punto di riferimento, considerando anche il fatto che sono una garanzia per i clienti e un indice di valutazione per il giudice, quando deve liquidare il compenso del professionista.

Critica all’Antitrust- Nella dura lettera di replica all’Antitrust del Presidente Alpa, si legge anche che la stessa Autorità, con la segnalazione sulla manovra bis inviata a Camera e Senato, si è occupata di materie di competenza non sue, ma del Ministero della Giustizia, che prende ogni decisione in materia di professioni civili e tariffe professionali, nonché del Ministero dell’Istruzione e dell’Università, in merito al tirocinio formativo per l’esercizio delle professioni regolamentate.

Manovra bis e Cnf- Per il Presidente, “la lettera (dell’Antitrust) ignora volutamente che in ogni Paese, la professione forense ha le sue proprie regole”. La lettera del Presidente Alpa si conclude con una critica generale alla manovra bis relativamente all’ordine professionale forense.
Il Presidente del Cnf, sottolinea da ultimo infatti, che “il Consiglio nazionale forense è organo di giurisdizione speciale, costituzionalmente tutelato, riconosciuto come tale da una consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale e della Suprema Corte di Cassazione, e come tale non può essere modificato nella sua composizione e nelle sue funzioni con provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria”.

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