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Il protocollo con Roma e Milano - Nella giornata del 24 luglio, dopo l’accordo col Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, l’Amministrazione Finanziaria diretta da Attilio Befera ha stipulato un ulteriore protocollo d’intesa con gli Ordini territoriali di Roma e Milano. L’accordo firmato dai due presidi dei commercialisti ha l’intento di creare un ponte collaborativo tra il Fisco e la categoria locale nella gestione dell’istituto della mediazione tributaria.
I criteri dell’accordo – Ciò detto, si chiarisce che gli obiettivi che il protocollo d’intesa si è posto sono mirati a stabilire una via preferenziale nel rapporto tra gli enti firmatari per quel che concerne le tematiche in esame. In sostanza, l’Agenzia delle Entrate ha come finalità il raggiungimento di una contrazione del numero dei contenziosi di importo inferiore ai 20.000 euro e tale riduzione può essere conseguita solo a partire da un intenso cammino di cooperazione tra i diversi soggetti presenti nella filiera della mediazione tributaria. “L’accordo – spiega una nota diffusa nei giorni scorsi - definisce le modalità di collaborazione tra Agenzia e Ordini dei Commercialisti, per assicurare un veloce e proficuo svolgimento del procedimento di mediazione. Saranno organizzate iniziative divulgative, le sessioni di contraddittorio saranno improntate alla massima collaborazione e sarà ridotta al minimo la documentazione che i contribuenti dovranno allegare all’istanza”.
Il precedente accordo con il Cndcec – Ora, se nel caso degli Ordini di Roma e Milano il Fisco ha optato per un protocollo specifico, va ricordato che un patto parallelo è stato stipulato, sempre il 24 luglio, con il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Anche in questo caso emerge la volontà di incamminarsi alla volta di un percorso comune e condiviso al fine di agevolare la cooperazione in sede amministrativa, diffondere la conoscenza del nuovo istituto e realizzare un osservatorio che consenta di monitorare l’andamento della mediazione tributaria. A ciò si aggiunge la volontà di creare un canale specifico che renda più snelle e celeri le comunicazioni tra le Entrate e i commercialisti mediatori, investendo capacità e competenze nell’elaborazione di soluzioni celeri, chiare e in linea con le apposite normative.