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L’incontro della Federazione - Si sono riuniti ieri a Scanzano Ionico (MT) gli Ordini della Calabria e Basilicata appartenenti alla Federazione, con l’eccezione degli Ordini di Lamezia Terme e Catanzaro. La Federazione ha avuto quindi l’occasione di manifestare la propria preoccupazione in merito allo stato della categoria, che sta vivendo una difficile situazione soprattutto alla luce degli ultimi eventi. Ma non sono mancate altresì delle riflessioni in merito alla condizione dei professionisti in generale, schiacciati da più fronti.
La decisione agli ordini - “È di questi giorni, da ultimo, la notizia che a breve partiranno 3mila verifiche per tutte le categorie di professionisti nelle macro aree della consulenza legale, contabile e finanziarie e che gli stessi professionisti saranno oggetto di controllo anche per il rispetto degli obblighi antiriciclaggio. Tale notizie non fa che allarmare ed aggravare ulteriormente la situazione della nostra Categoria che, a causa di tutti i ricorsi pendenti, da diversi mesi è senza una governance e che, conseguentemente, oltre ad essere duramente provata sta subendo un danno irreversibile nello svolgimento delle proprie attività”, scrive la Federazione in una nota. Tenendo conto di ciò, gli Ordini lucani e calabresi hanno fatto sapere di condividere la posizione già espressa nei giorni scorsi da diversi altri presidi della categoria, vale a dire il ritorno alle urne passando però da un previo incontro decisionale degli Ordini, “unici legittimati a scegliere e decidere liberamente la nuova governance di Categoria senza alcun divieto e/o limitazione”.
Un passo indietro da tutti – Pur apprezzando il chiaro passo indietro effettuato dai principali protagonisti della campagna elettorale, Gerardo Longobardi, Davide Di Russo, Massimo Miani e Raffaele Marcello, e dalle rispettive liste, gli Ordini della Federazione ritengono che sia altresì opportuno che anche i ricorsi pendenti vengano ritirati. “Se ciò non dovesse avvenire ogni iniziativa come quella di convocare una assemblea di tutti gli Ordini d'Italia, diverrebbe inutile, potendo, piuttosto, inasprire i rapporti anziché migliorarli”.
Richieste al Ministero – Per concludere, prendendo atto delle recenti dimissioni del Commissario Leccisi, la Federazione si rivolge al nuovo Commissario Straordinario che sarà nominato dal Ministero della Giustizia, proponendo le seguenti istanze: “a) rivisitare il bilancio di previsione del CNDCEC atteso che almeno metà delle attività previste nel Bilancio di previsione dello stesso Consiglio Nazionale non vengono espletate e, su tale presupposto, sospendere il versamento della seconda rata del contributo dovuto al CNDCEC; b) preservare e tutelare il patrimonio del CNDCEC, quale ad esempio l'lRDCEC, il Registro dei Revisori, Congress, Press e Service, che hanno nel loro seno know how e professionalità che diversamente verrebbero disperse con evidente nocumento per i lavoratori e per i Colleghi tutti; c) fornire, chiarimenti sulla organizzazione del Congresso Mondiale programmato per l’anno 2014 e degli altri eventi del CNDCEC; d) fornire chiarimenti sull’attività dei colleghi impegnati in rappresentanza della Categoria in ambito nazionale e o internazionale; e) supportare gli Ordini in ogni sede istituzionale al fine di consentire a tutti Colleghi di poter svolgere al meglio la propria attività”. L’auspicio finale degli Ordini sottoscrittori è che una siffatta iniziativa possa trovare accoglimento anche dagli altri Ordini e dalla federazioni della Penisola.