Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Il Professional Day - E’ giunto finalmente l’appuntamento col Professional Day, vale a dire la giornata dedicata al confronto e all’incontro delle diverse categorie professionali indetta dal Cup e da Adepp. Oggi, a partire dalle 10.30, i professionisti italiani si ritroveranno a Roma presso l’Auditorium della Conciliazione (in diretta da Reteconomy su Sky 816) con l’intento di dare risposte accettabili e propositive a diversi quesiti posti in essere nelle scorse settimane. Coscienti che non si possa immaginare un Italia defraudata dell’apporto essenziale proveniente dal comparto professionale, i rappresentanti delle categorie vaglieranno dei punti essenziali strettamente connessi alle vicende che hanno coinvolto i professionisti negli ultimi tempi, convinti come sono che non si possa immaginare una competitività economica per il nostro Paese che non coinvolga in larga misura i liberi professionisti. In particolare, i focus che porranno i numerosi interventi previsti si concentrerà sul decreto liberalizzazioni ormai sulla bocca di tutti. Il parere condiviso dalle categorie è che non si possa liberalizzare il sistema Italia sulle spalle degli ordini professionali, unico settore che sembra dover fare le spese di questa crescita italiana a tutti i costi e con tutti i mezzi. I professionisti non dicono no, ma sottolineano le condizioni del sì. Mirano a puntare i riflettori sulle esigenze dei diversi ordini che non si sentono tutelati da provvedimenti esecutivi che, a ben vedere, ne ledono l’autonomia e l’indipendenza.
I commercialisti - Entrando nel vivo della discussione, ad animare il confronto sono propri i commercialisti, che sembrerebbero destinati a meri funzionari privati al servizio della Pubblica amministrazione. Il candidato alla presidenza del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Gerardo Longobardi, già presidente dell’Ordine capitolino, fa sapere che molti saranno i temi che si andranno ad affrontare, la maggior parte dei quali riguarderà proprio la categoria della quale si accinge a proporsi come guida. Nello specifico, uno dei punti analizzati da Longobardi è la questione delle società tra professionisti che prevedranno la possibilità che a detenere la maggioranza delle quote societarie sia un soggetto non professionista. A ben vedere, il leader dei commercialisti romani sottolinea l’inammissibilità del sottinteso paragone tra una società che svolga attività d’impresa e uno studio professionale; il parere è che non si possano ritenere i professionisti degli imprenditori, così come non è accettabile che gli studi vengano assimilati alle imprese. “Soprattutto ogni singolo professionista non è omologabile con altri che pure praticano la medesima materia – sostiene Longobardi – diverse la preparazione, la cultura, l’intelligenza; diverso il modo di affrontare un incarico affidatogli: insomma, la prestazione del professionista è irripetibile ed infungibile e non può essere assimilabile all’attività d’impresa”. Anche sulla soppressione del tariffario la posizione di Gerardo Longobardi è abbastanza chiara. Il presidente dell’Ordine di Roma individua un’incongruenza tra la volontà del legislatore di mantenere l’articolo 2233 del c.c. e l’abolizione della tariffa professionale. Mentre, per quel che concerne l’obbligo dalla polizza assicurativa, secondo Longobardi, si tratterebbe di una disposizione totalmente a favore dei grandi studi che sarebbero gli unici in grado di sostenere il pagamento di ingenti quote di premio. Pertanto, una proposta accettabile sembra essere proprio quella avanzata dal Consiglio nazionale e sottoscritta dai diversi Ordini territoriali in merito alla stipula di polizze collettive che vadano a coprire gli interessi delle piccole e medie realtà professionali.
Il Cup – La speranza non abbandona il deciso presidente del Comitato unitario delle professioni, Marina Calderone. Il leader delle categorie professionali, infatti, si è dichiarato pronto al confronto con il Governo che, a suo parere, sembra essersi deciso a un’apertura sul mondo professionale e sulle eventuali esigenze che emergeranno dall’incontro di oggi. E’ indubbio che si tenderà a riflettere su possibili migliorie da apportare al pacchetto liberalizzazioni, sulle quali i professionisti italiani ragioneranno insieme e in maniera libera e coesa. In particolare, tre sono i punti che Marina Calderone ha voluto sottolineare in qualità di piccoli traguardi raggiunti. In primo luogo, per quel che concerne il rimborso spese ai praticanti, il presidente del Cup si è detto soddisfatto poiché a partire dal sesto mese di pratica il giovane potrà vedere riconosciuto il proprio apporto alla crescita dell’attività dello studio. In seconda battuta, selle società tra professionisti, l’auspicio caldeggiato è che se non potrà essere accettato il 25% venga almeno approvato che un terzo delle azioni societarie siano affidate ai professionisti in maniera tale da stabilire un giusto equilibrio. Infine, il plauso del Cup è tutto per l’abolizione dell’obbligatorietà del preventivo scritto che avrebbe potuto influenzare o inibire la libera scelta del cliente.