6 luglio 2012

Rapporti col Fisco: situazione insostenibile

I presidenti Odcec riuniti a Roma chiedono, nel rispetto dei contribuenti, un’inversione di rotta in merito agli adempimenti fiscali.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’Assemblea dei presidenti - Si è riunita ieri l’Assemblea dei presidenti degli Ordini locali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’evento si è tenuto nella Capitale ed è stata proficua occasione di confronto sul tema caldo che proprio in questi giorni sta preoccupando gli iscritti, vale a dire la concentrazione degli adempimenti fiscali in una manciata di giorni a cavallo tra giugno e luglio in mancanza dell’opportuna strumentazione. Da un tale scambio di battute e opinioni è venuto a galla il disagio dei commercialisti e degli esperti contabili che, a causa di questi concatenati appuntamenti col Fisco, non hanno più il tempo necessario da dedicare alle altre peculiarità del proprio lavoro.

La situazione insostenibile - Ebbene, a testimonianza del fatto che questo 2012 non ha proprio nulla da invidiare agli anni che lo hanno preceduto, per i commercialisti si è ripresentata la medesima minestra estiva, ossia adempimenti su adempimenti nel ristretto giro di pochi giorni e senza i modelli e software promessi dall’Amministrazione. A ciò va ad aggiungersi la sostanziale incertezza in merito alle modalità di gestione di siffatti adempimenti, che ha oscurato prima le menti dei contribuenti, poi quelle dei professionisti che avrebbero dovuto prestar loro assistenza. Pertanto, prendendo atto da una tale triste situazione che si ripropone uguale a se stessa a ogni sopraggiungere di scadenza, i presidenti degli Ordini locali hanno fatto sapere non essere più disposti a sopportare tale carenza di rispetto nei confronti della categoria e dei contribuenti in genere. “Questa situazione – hanno sottolineato - è inaccettabile e indegna di un Paese civile”.

La richiesta avanzata dai presidenti Odcec – Così, proprio registrando il malumore diffuso fin dalla base della categoria, e ormai giunto anche ai vertici, i presidenti dei diversi Ordini che si sono incontrati ieri a Roma hanno avanzato una chiara richiesta diretta sia all’Esecutivo che al Parlamento. In sostanza, la categoria necessita di maggior chiarezza e trasparenza e a ciò si perviene solo agendo per via legislativa, ragion per cui sarà necessario emanare un opportuno provvedimento normativo mirato a conseguire il superamento della cosiddetta “stagione dei ritardi”. Perché si parla di ritardi? Ebbene, il motivo risiede nel fatto che ai commercialisti e agli esperti contabili non pesa dover rispettare determinati adempimenti, quanto più che altro il fatto che per non venir meno agli impegni col Fisco essi abbiano necessità di adottare software e modelli che l’Amministrazione finanziaria non mette a disposizione tanto facilmente.

La proposta – Accanto alla richiesta di prendere un’attiva decisione in merito, i presidenti hanno contestualmente fatto luce su una proposta alternativa alla situazione attuale. Il parere è che, al posto di date fiscali fisse, si sposti l’attenzione sulla stabilità del lasso di tempo intercorso “tra la data ultima di rilascio di tutti gli strumenti applicativi e interpretativi, necessari all'effettuazione dell'adempimento e la data dell'adempimento stesso”. Ma il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili non è nuovo a proposte di siffatta natura, in quanto una simile iniziativa era già stata avanzata anni addietro ed era stata considerata come l’unica in grado di manifestare un sano rispetto nei confronti del tanto bistrattato Statuto del contribuente. “Oggi, con fermezza accresciuta da una esasperazione che potrebbe legittimare persino la valutazione di iniziative di protesta anche clamorose, quale la sospensione del servizio alla clientela, questa richiesta viene riaffermata dall'Assemblea dei presidenti degli Ordini locali e posta a base della sua odierna mozione. Con una sola voce, l'intera categoria chiede di avere il tempo di lavorare. Nulla più, ma anche nulla meno”, concludono i presidenti.

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