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Una riforma comunitaria - Entro il mese di marzo il Parlamento europeo potrebbe approvare il testo di riforma della revisione legale dove si prevedono due passaggi realmente innovativi, ovvero la rotazione degli incarichi, e la possibile adozione della formula del doppio revisore che dovrebbe contrastare l'attuale oligopolio detenuto dalle grosse società di revisione, che di fatto aprirebbe il mercato delle consulenze. Si dovrebbe essere così ad una svolta nella revisione (anche a livello europeo), fortemente ispirata ai principi della terzietà e dell’indipendenza, a garanzia di controlli contabili più trasparenti, e a tutela sia della comunità che delle stesse imprese. Inoltre, verrà stilata una vera e propria “black list” dei servizi che il revisore legale non può prestare alla società controllata. Secondo Ugo Bassi, direttore della Commissione Ue per il mercato e per i servizi, questa riforma non sarà tanto per l'Italia, in quanto l’ordinamento ha, una volta tanto, anticipato quello comunitario. Ma in molti Paesi le nuove regole comporteranno cambiamenti epocali. Tra le modifiche, sulle quali parlamento e consiglio Ue hanno già trovato l'accordo, ci sarà un termine decennale per la durata degli incarichi di revisione. Il mandato sarà rinnovabile per altri dieci anni se la società cliente indirà, a scadenza, una procedura pubblica di selezione (gli anni salgono a 14 in caso di joint-audit, ossia la formula del doppio revisore).
Nuove regole in attivo - Ritornando in Italia, nel giro di qualche settimana il Ministero dell'Economia potrebbe licenziare anche le nuove regole in materia di etica e indipendenza dei revisori legali, con l'intenzione di chiudere l'intero pacchetto dei decreti attuativi del D.Lgs. n. 39/2010 entro la fine del 2014. I testi sono stati redatti e condivisi dai rappresentanti degli Ordini e delle associazioni professionali, e i prossimi decreti dovrebbero essere varati nel mese di febbraio assicurando così la piena applicabilità della legge già da quest'anno. I principi nazionali, obbligatori per chiunque svolga l'attività di revisione legale, costituiranno la vera e propria “tecnica” e saranno modulati sulla base dei principi internazionali Isa. Si ricorda peraltro che i principi di revisione internazionali Isa sono disponibili anche in italiano a seguito della traduzione effettuata dal CNDCEC.
Dopo il sì all’equipollenza - La correzione apportata all'articolo 4 del D.L. Milleproroghe, che ai fini dell'iscrizione al Registro del Revisori Legali prevede l'esonero dall'esame di idoneità dei soggetti che hanno superato gli esami di Stato di cui agli articoli 46 e 47 del D.Lgs. 139/2005, n. 139, fermo l'obbligo di completare il tirocinio legalmente previsto per l'accesso alla funzione di revisore legale, viene giudicata dai vertici dell'Inrl (Istituto Nazionale dei Revisori contabili) un colpo di mano mosso da senatori che ignorano le conseguenze di un provvedimento in contrasto con la legislazione europea. E se la Camera (dove il provvedimento è ritornato) voterà in via definitiva l'iscrizione automatica dei Dottori Commercialisti al Registro dei revisori legali dei conti,viene annunciato il ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
Sulla vicenda dell’equipollenza Ugo Bassi ha affermato che il problema dell’equipollenza, è un problema specificatamente italiano, e secondo il quale ciò che viene stabilito dall'Ue in materia di esami va rispettato da tutti gli Stati membri e da tutti i soggetti professionali. Pertanto chi non ha svolto alcuni esami previsti dalla legislazione europea, dovrà comunque sostenere esami integrativi, altrimenti non potrà svolgere la professione del revisore legale.