Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Niente estrazione a sorte nelle partecipate pubbliche - Tra le novità più rilevanti del decreto “salva Roma” vi è la scomparsa dell’estrazione a sorte dei revisori dei conti nelle società controllate direttamente o indirettamente dagli enti locali e nelle aziende speciali, prevista dallo stesso decreto nella versione originaria (articolo 1, comma 18). Inizialmente si era pensato di importare anche per le partecipate il meccanismo inserito dalla riforma del 2011 negli enti locali (articolo 16, comma 25 del D.L.138/2011) il quale prevede che a decorrere dal primo rinnovo dell'organo di revisione successivo alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge, i revisori dei conti degli enti locali sono scelti mediante estrazione da un elenco nel quale possono essere inseriti, a richiesta, i soggetti iscritti, a livello regionale, nel registro dei revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, nonché gli iscritti all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili con lo scopo di sottrarre i controllori dalla sfera di influenza della politica. L’applicazione di tale disposizione risulta essere ancora piena di incertezze anche nei Comuni dove pure ci sarebbe bisogno di qualche revisione del sistema di individuazione dei revisori, inoltre avrebbe secondo molti, escluso qualsiasi criterio "meritocratico" nella selezione dei revisori locali.
Centrali uniche di committenza - Per i piccoli Comuni, è prevista una nuova proroga relativamente al ricorso alle centrali uniche di committenza, che slittano al 30 giugno 2014, L'obbligo di rivolgersi a centrali uniche di committenza di livello provinciale proviene dal decreto “Salva-Italia” (che ha inserito l'articolo 33, comma 3, del Codice dei contratti), ed era stato fissato inizialmente al 30 giugno 2012, ma poi si è susseguita una serie continua di rinvii per le difficoltà applicative che lo stesso comporta.
Riforma della contabilità – Un’altra serie di rinvii riguarda la riforma della contabilità, che nelle Regioni autonome partirà 12 mesi dopo rispetto alle scadenze previste per gli altri e per la sperimentazione delle zone a burocrazia zero, allungata fino a fine 2014.
Enti con conti traballanti – Un bel numero di regole viene previsto anche per quegli enti che non sono a posto con i conti, in particolare, oltre alla "seconda chance" offerta ai sindaci che si sono visti respingere dal consiglio comunale la delibera di accesso al “pre-dissesto”, e che ora possono ritentare dimostrando alla Corte dei conti di aver migliorato i propri parametri di deficitarietà strutturale, un nuovo emendamento allunga i tempi del dissesto "guidato".
Secondo la versione originaria dell'articolo 243-ter del Testo unico degli enti locali (introdotto dal decreto “salva-enti” n. 174/2012), il Comune perdeva la possibilità di accedere agli aiuti anti-default dopo che la Corte dei conti aveva lanciato l'ultimatum sulle misure correttive da adottare per evitare il dissesto. La nuova regola infilata nel “Salva-Roma” allunga i termini e lascia aperta per i Comuni la porta del “pre-dissesto” finché non arriva la diffida del Prefetto. In questo modo, quindi, il tentativo di preparare un piano di rientro decennale per riequilibrare i conti può permettere all'amministrazione di aggirare le richieste dei magistrati contabili.
Comuni in dissesto - Per i Comuni che hanno dichiarato il dissesto negli ultimi due anni, e che hanno in carico debiti scaduti nei confronti dei fornitori, è stata prevista la possibilità, per lo sblocco di questi crediti, di erogare un'anticipazione (fino a 100 milioni all'anno sul 2013 e 2014), che i Comuni interessati dovranno restituire in 20 anni. Le risorse vengono attinte dallo stesso fondo rotativo che accompagna le misure “anti-dissesto”, che quindi si alleggerisce sempre di più dopo la forte riduzione di risorse già subita quest'anno.