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Ancora senza una normativa - I revisori legali sono ancora senza una normativa e anche senza la possibilità di accedere al Registro. I Ministeri della Giustizia e dell’Economia, incaricati dal decreto legislativo 39/2010 di emanare i provvedimenti, continuano infatti a scambiarsi le bozze dei testi normativi. Nemmeno il passo indietro di due settimane fa effettuato dal Ministero dell'Economia sulla disciplina da applicare per l’iscrizione al registro per i neo professionisti, fino all'entrata in vigore della nuova normativa, è servito, visto che ancora per 3 mila giovani dottori commercialisti l'accesso al registro continua ad essere negato.
Il regolamento attuativo – L’attenzione adesso è rivolta al regolamento attuativo dell'art. 4 del D.Lgs. 39/10, che avrebbe dovuto da tempo definire l'esame di idoneità professionale, i casi di equipollenza con esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio di professioni regolamentate e le eventuali integrazioni. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, quel provvedimento dovrebbe essere già nelle stanze del Ministero dell'Economia, dopo che era stata accolta la posizione della Commissione europea (tuttavia resa ufficiale) secondo la quale un’eventuale norma nazionale che stabilisca l'equipollenza senza esame integrativo si porrebbe in contrasto con la direttiva europea 2006/43/Ce.
La bozza del regolamento - Secondo la bozza del regolamento in questione, tutti i professionisti (commercialisti, esperti contabili e avvocati) che si iscriveranno ex novo al registro, dovranno sostenere una prova d'esame che attesti le conoscenze specifiche richieste dalla revisione. Saranno comunque, previsti esoneri per le specifiche aree, e ad esempio per i commercialisti, vi sarebbe un esonero dalle due prove scritte, ma non dall'esame pratico sui principi di revisione internazionale e di deontologia.
Per i professionisti economico-contabili che di revisione si occupano per legge, si parla di esame integrativo, per i dipendenti pubblici invece la norma dovrebbe prevedere un esonero anche per singole materie a patto che abbiano superato un esame alla Scuola Superiore della pubblica amministrazione.
Il problema dell’equipollenza – La partita dell’equipollenza, vale a dire del passaggio automatico dei Dottori Commercialisti e Esperti contabili al Registro dei revisori, è stata riaperta dal Ministero della Giustizia. Quello dell’equipollenza è uno dei temi caldi della questione e secondo l’Unione europea questa non può essere automatica, ma comunque non viene neanche esclusa, prevendola laddove esistano i presupposti. Il ministro Annamaria Cancellieri ha assicurato il massimo interessamento su una questione che investe le potenzialità professionali di molti giovani professionisti a cui, dopo la riforma della normativa sulla revisione contabile, è stato di fatto impedito l'accesso al Registro. Si attende infine anche una definizione complessiva della normativa generale attraverso i decreti attuativi del D.Lgs. 39/12.
Ancora senza una normativa - I revisori legali sono ancora senza una normativa e anche senza la possibilità di accedere al Registro. I Ministeri della Giustizia e dell’Economia, incaricati dal decreto legislativo 39/2010 di emanare i provvedimenti, continuano infatti a scambiarsi le bozze dei testi normativi. Nemmeno il passo indietro di due settimane fa effettuato dal Ministero dell'Economia sulla disciplina da applicare per l’iscrizione al registro per i neo professionisti, fino all'entrata in vigore della nuova normativa, è servito, visto che ancora per 3 mila giovani dottori commercialisti l'accesso al registro continua ad essere negato.
Il regolamento attuativo – L’attenzione adesso è rivolta al regolamento attuativo dell'art. 4 del D.Lgs. 39/10, che avrebbe dovuto da tempo definire l'esame di idoneità professionale, i casi di equipollenza con esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio di professioni regolamentate e le eventuali integrazioni. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, quel provvedimento dovrebbe essere già nelle stanze del Ministero dell'Economia, dopo che era stata accolta la posizione della Commissione europea (tuttavia resa ufficiale) secondo la quale un’eventuale norma nazionale che stabilisca l'equipollenza senza esame integrativo si porrebbe in contrasto con la direttiva europea 2006/43/Ce.
La bozza del regolamento - Secondo la bozza del regolamento in questione, tutti i professionisti (commercialisti, esperti contabili e avvocati) che si iscriveranno ex novo al registro, dovranno sostenere una prova d'esame che attesti le conoscenze specifiche richieste dalla revisione. Saranno comunque, previsti esoneri per le specifiche aree, e ad esempio per i commercialisti, vi sarebbe un esonero dalle due prove scritte, ma non dall'esame pratico sui principi di revisione internazionale e di deontologia.
Per i professionisti economico-contabili che di revisione si occupano per legge, si parla di esame integrativo, per i dipendenti pubblici invece la norma dovrebbe prevedere un esonero anche per singole materie a patto che abbiano superato un esame alla Scuola Superiore della pubblica amministrazione.
Il problema dell’equipollenza – La partita dell’equipollenza, vale a dire del passaggio automatico dei Dottori Commercialisti e Esperti contabili al Registro dei revisori, è stata riaperta dal Ministero della Giustizia. Quello dell’equipollenza è uno dei temi caldi della questione e secondo l’Unione europea questa non può essere automatica, ma comunque non viene neanche esclusa, prevendola laddove esistano i presupposti. Il ministro Annamaria Cancellieri ha assicurato il massimo interessamento su una questione che investe le potenzialità professionali di molti giovani professionisti a cui, dopo la riforma della normativa sulla revisione contabile, è stato di fatto impedito l'accesso al Registro. Si attende infine anche una definizione complessiva della normativa generale attraverso i decreti attuativi del D.Lgs. 39/12.