20 gennaio 2014

Revisori, non ammissibili gli emendamenti sull’equipollenza

Dopo l’esperienza del decreto “Salva Roma” il Senato opta per la via del rigore
Autore: Redazione Fiscal Focus

Equipollenza nuovo fermo - Il riconoscimento dell’equipollenza per l’esame di accesso al registro dei Revisori per i Dottori Commercialisti ha avuto un nuovo fermo. Nello specifico è stata resa nota la lista degli emendamenti al D.L. 150/2013, che sono stati considerati improponibili. Tra questi vi è anche l’emendamento con cui si proponeva di aggiungere all’articolo 9 comma 14 del citato decreto, il comma 14-bis, ovvero all’articolo 4 del decreto legislativo 27 gennaio 2010 n. 39, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente 4-bis: “ai fini dell’iscrizione al Registro, sono esonerati dall’esame di idoneità i soggetti che hanno superato gli esami di Stato di cui agli articoli 46 e 47, del decreto legislativo 28 giugno 2005 n. 139 anche qualora il tirocinio si sia concluso dopo il superamento di tali esami di Stato”.

L’improponibilità - L’emendamento presentato era teso a ripristinare l’equipollenza degli esami dopo l’entrata in vigore a pieno regime della nuova disciplina prevista dal D.Lgs. 39/2010. A quanto sembra, dopo aver raggiunto un’intesa politica sulla questione con diversi gruppi parlamentari, nemmeno l’impegno del diretto relatore al provvedimento (che gode di una corsia preferenziale nella presentazione degli emendamenti) è stato sufficiente per l’ammissione dell’emendamento. Non è stato in pratica superato il vaglio di proponibilità operato dalla presidenza della commissione, per una questione che sembra puramente tecnica, ovvero l’emendamento è stato dichiarato improponibile perché non attinente all’oggetto del decreto.

L’esperienza del D.L. Salva Roma -
Su tale decisione pesano certamente le varie e recenti polemiche che hanno seguito l’iter di conversione del Decreto “Salva Roma”, ritirato dal Governo dopo i rilievi fatti dal Presidente della Repubblica a seguito dell’appesantimento emendativo che era stato effettuato in sede di conversione. Lo stesso Presidente della Repubblica ha sollecitato il Governo, ma anche le due Camere perché vi sia il massimo rigore nel decidere l’ammissibilità degli emendamenti.

Inerenza degli emendamenti –
Dunque dopo il monito del Quirinale, gli emendamenti, per essere dichiarati ammissibili, devono essere inerenti all’oggetto del decreto che si intende convertire. Il D.L. 150/2013 relativamente al caso dell’equipollenza, reca la proroga dei termini previsti da disposizioni legislative. E se la norma transitoria sulla disciplina da applicare fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento sull’esame di idoneità può definirsi una proroga, a parere del Presidente della Commissione affari costituzionali del Senato lo stesso non può dirsi per una misura che diversamente tende a modificare una disciplina a pieno regime.

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