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Il decreto attuativo - Qualche giorno fa avevamo messo in luce la richiesta, a mezzo di un appello firmato da 650 professionisti, inoltrata al governo al fine di accelerare il processo attuativo per le società tra professionisti. Con l’auspicio di un risultato positivo per le rispettive attività lavorative, gli iscritti alle categorie professionali, in particolare quelle tecniche, hanno sottolineato l’urgenza dell’emanazione di un decreto che possa regolamentare e rendere operative le disposizioni in materia.
Le società multidisciplinari - Tra le molte possibilità operative sulle quali la norma andrebbe ad aprire una proficua finestra si individuano quelle inerenti alla costituzione di società multidisciplinari, ossia quelle società i cui professionisti soci non sono iscritti al medesimo ordine, albo o collegio, bensì a categorie differenti. Questa molteplicità di servizi implica l’erogazione a favore del cliente di un prodotto che vada a coprire diverse esigenze e permetterebbe una maggiore crescita economica e professionale ai soci professionisti. In un periodo di stasi produttiva come quello che sta attualmente vivendo il nostro Paese, non si può ancora esser costretti ad attendere l’attuazione di una norma che invece, se emanata, darebbe un maggiore slancio, soprattutto nel mondo delle professioni regolamentate.
La posizione del Cup - È recentemente intervenuta sulla questione anche Marina Calderone, presidente del Cup, nonché leader dei consulenti del lavoro. “Credo che al ministero della Giustizia stiano curando gli ultimi ritocchi. Per gli ordini è importante che le società multiprofessionali siano iscritte agli albi cui appartengono i professionisti, non solo per il controllo deontologico ma anche per enfatizzare la valenza professionale delle società. Il regolamento dovrebbe essere emanato a breve, visti anche i tempi dettati dalle elezioni”, ha spiegato il presidente Calderone. Infine, sottolineando la disponibilità delle categorie a costruire un ponte di comunicazione e informazione tra i diversi albi, collegi e ordini e le istituzioni, ha altresì spiegato che “i professionisti sono disponibili a mettere in rapporto le esigenze della comunità con cui entrano in relazione e le istituzioni. Lo faremo, a febbraio, con un contenitore, il 'Professional day', che lo scorso anno ha prodotto risultati importanti nel favorire la discussione tra i tecnici e la politica”.