19 aprile 2013

VERSO LA NUOVA GOVERNANCE DEL CNDCEC

LETTERA APERTA

Siracusa, 18 aprile 2013

Il Presidente

Ai Presidenti degli Ordini dei DCEC
Ai candidati delle due liste per l’elezione del CNDCEC
Al dott. Claudio Siciliotti
Al Ministro della Giustizia
e p.c. agli iscritti di tutti gli Ordini dei DCEC
agli organi di informazione

Carissimi tutti,
ho deciso di prendere anche io la parola nel dibattito – a dire il vero un po’ in sordina - sulla governance della nostra professione perché ho a cuore le sorti della categoria e non è più possibile tacere.
Condivido toni e argomentazioni del Presidente di Brescia Passantino ed apprezzo gli sforzi del collega Muraca di Catanzaro volti a sollecitare un confronto per il futuro della professione.
Mi permetto anche io di fare due appelli.
Uno, in primis, ai colleghi candidati delle due liste ai quali chiedo di voler realmente fare un passo indietro nella competizione, ma soprattutto mi rivolgo a coloro i quali hanno adito l’autorità giudiziaria invitandoli a ritirare senza ulteriori indugi i ricorsi. Credo che ormai non sia più importante arrivare a comprendere chi abbia ragione e chi torto, poiché anche di fronte a sentenze dei Tribunali di ogni ordine e grado, in tanti continueranno a pensarla diversamente. A questo punto occorre soltanto compiere atti e passi volti a risolvere i problemi. E mi rivolgo pubblicamente a Claudio Siciliotti, ex presidente nazionale di tutti noi: caro Claudio, compi il primo passo, fai la tua parte, poni realmente le basi per una pacificazione, consentici di tornare alle urne ed eleggere il nuovo Consiglio Nazionale. Sarebbe un gesto importante, del quale comunque ti daremo atto.
L’altro appello è rivolto al Ministro della Giustizia.
Non vi è dubbio che sia stato un errore non proclamare una lista vincitrice, qualunque essa fosse stata delle due. L’altra lista avrebbe fatto probabilmente i suoi ricorsi, ma quanto meno avremmo avuto nel frattempo una governance. Il commissariamento a pochi giorni dalla scadenza del mandato costituisce un’onta per la categoria e, forse, risulta eccessivamente punitivo nei confronti dei diretti interessati. In ogni caso non ha risolto il problema. Il commissario Leccisi non ha ritenuto di svolgere alcuna attività se non quella che portava al 20 febbraio. L’ulteriore stop al voto e le nascenti problematiche di gestione del CNDCEC lo hanno probabilmente fatto desistere dall’incarico. Adesso, nelle more dell’auspicabile ritiro di tutti i ricorsi, è necessario provvedere rapidamente alla nomina di un nuovo commissario ed è auspicabile che possa essere un collega. Sì, signor Ministro, un collega. La categoria infatti, al di là delle polemiche legate al particolare periodo del voto, è composta da 110 mila egregi professionisti, tra i quali ci sono tanti potenziali ottimi commissari. Un ex presidente, un ex consigliere nazionale, un presidente di ordine potrebbe essere un validissimo commissario in grado – si auspica per poco tempo – di:
1) Provvedere alla gestione ordinaria del Consiglio Nazionale;
2) Consentire l’erogazione dei servizi agli Ordini e, dunque, agli iscritti;
3) Mantenere in vita l’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, erogando le somme già stanziate nel bilancio preventivo;
4) Partecipare ai tavoli tecnici con gli enti istituzionali per le numerose problematiche da affrontare;
5) Difendere le posizioni della categoria ed il ruolo dei commercialisti.
Cari colleghi, è venuto il tempo di azzerare tutto: le polemiche, le rivendicazioni, l’orgoglio personale, le legittime attese delle vicende giudiziarie. Non è rimasto più molto tempo. Altrimenti corriamo il rischio di avere un Consiglio Nazionale quando non ci sarà più una categoria da rappresentare.
Un caro saluto a tutti.

Massimo Conigliaro

Presidente Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Siracusa

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