25 novembre 2022

Sequestro conservativo. Il proprietario di fatto della Società può opporsi

Cassazione penale, sentenza depositata il 24 novembre 2022

Autore: Paola Mauro
Al sequestro conservativo penale può opporsi chiunque vi abbia interesse, compreso, quindi, colui che, secondo l’accertamento compiuto dal P.M., è il proprietario effettivo della Società colpita dalla misura cautelare.

È quanto emerge dalla lettura della sentenza n. 44734/2022 della Corte di cassazione, depositata il 24 novembre.

Il caso - Il Tribunale di Milano ha confermato il provvedimento con cui la Corte d’Appello della stessa sede, su richiesta delle parti civili, ha disposto la conversione di un sequestro preventivo disposto sui beni degli imputati persone fisiche e di una Società in sequestro conservativo a garanzia del risarcimento del danno.

Da qui il ricorso per cassazione di uno dei soggetti attinti dalla misura cautelare in discorso, al fine di contestare la dichiarazione di inammissibilità dell’istanza di riesame avanzata con riguardo agli immobili appartenenti alla persona giuridica, essendo questa a lui stesso riconducibile.

Il Tribunale ha, infatti, ritenuto che nell’istanza presentata dall’imputato a titolo personale non era stata prospettata alcuna relazione con i beni societari tale da giustificare l’interesse alla cessazione del vincolo reale.

Ebbene, la Suprema Corte ha smentito questo assunto, valorizzando il contenuto dei documenti indicati dalla Difesa e acquisiti al fascicolo del dibattimento, dai quali emergeva che la P.G. aveva accertato la proprietà della Società in questione in capo al ricorrente e che il P.M. aveva esposto tale dato nell’ordine di modifica dell’esecuzione della misura reale.

La Suprema Corte ha osservato che l’ambito di legittimazione a proporre richiesta di riesame contro il provvedimento di sequestro conservativo è testualmente più ampio di quello concernente il sequestro preventivo (art. 322 c.p.p.). Infatti, l’art. 318 c.p.p. fa riferimento «a chiunque vi abbia interesse» e, dunque, a tutti coloro che possono ricevere pregiudizio dal mantenimento della misura cautelare.

Ciò posto, il Collegio di legittimità ha ritenuto errata l’esclusione, da parte del Tribunale meneghino, della sussistenza di un interesse concreto e attuale del ricorrente a richiedere il riesame dell’ordinanza di sequestro, posto che gli stessi inquirenti hanno messo nero su bianco la certa riconducibilità al predetto della Società, notificando, pertanto, il provvedimento cautelare congiuntamente all’amministratore unico e al proprietario di fatto. E tale accertamento della fase investigativa non è stato smentito da elementi sopravvenuti.
  • Sicché gli Ermellini hanno accolto il ricorso perché, nel caso di specie, è ragionevole ritenere esistente una relazione tra il ricorrente e il bene rivendicato.

A tal proposito, i Massimi giudici richiamano l’insegnamento di Cass. Sez. III pen. n. 37450/2017 che ha chiarito:
  • «che l’indagato non titolare del bene oggetto di sequestro conservativo è legittimato a presentare richiesta di riesame del titolo cautelare purché vanti un interesse concreto ed attuale alla proposizione del gravame, enucleabile anche soltanto in base alla fattispecie considerata e alle prospettazioni dell’interessato, rimarcando la necessità di fondare le valutazioni in ordine all’interesse a ricorrere sulle connotazioni specifiche del caso a giudizio e sulle allegazioni difensive, il cui scrutinio è tanto più necessario laddove, come nella specie, la legittimazione fa leva non su posizioni formali ma su qualifiche sostanziali dell’istante».
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.