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L'infografica spiega come gestire correttamente le ferie maturate nel 2024 e non ancora godute entro il 30 giugno 2026. La disciplina impone al datore di lavoro di garantire almeno quattro settimane annue di ferie retribuite: due da fruire nell’anno di maturazione e due entro i successivi diciotto mesi, salvo termini più favorevoli del contratto collettivo. Se alla scadenza restano ferie non godute, il datore deve versare i contributi INPS entro il 20 agosto 2026, anche se il lavoratore non ha ancora fruito del riposo. Il termine può slittare in caso di assenze legittime, come malattia, maternità, infortunio o cassa integrazione. Dopo la fruizione effettiva, i contributi anticipati possono essere recuperati tramite UniEmens. Il mancato rispetto dei termini espone a sanzioni amministrative, sospensione del DURC, perdita di agevolazioni e possibili richieste risarcitorie. La gestione preventiva delle assenze consente quindi di contenere esposizioni contributive, sanzioni e contestazioni dei lavoratori prima della scadenza.