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La sentenza della Corte di Cassazione n. 1161 del 20 gennaio 2026 ridefinisce il micro-assenteismo, stabilendo il confine tra tutela del diritto alla salute e abuso dell’assenza per malattia. Il caso riguarda una dipendente con rendimento inferiore alla media, caratterizzato da assenze brevi e sistematiche vicino a ferie e riposi. La Corte afferma che non conta solo il numero di assenze, ma la loro modalità: se strategiche e simulate, esse integrano uno scarso rendimento colpevole e un inadempimento contrattuale.
L’assenza per malattia, normalmente neutra ai sensi dell’art. 2110 c.c., perde tutela quando diventa strumentale e viola i doveri di correttezza, diligenza e buona fede (artt. 1175 e 1375 c.c.). La simulazione consente il licenziamento per giustificato motivo soggettivo. La prova può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti, come la ricorrenza temporale delle assenze. I principi si applicano anche al settore privato: se la malattia è reale, il lavoratore è protetto; se simulata, diventa illecito disciplinare.