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Casi Fiscali

12 marzo 2020
Categorie: Dichiarazione > CU  –  Versamenti > Ritenute

Compensi, ritenute e redazione CU

Autore: Redazione Fiscal Focus
esperto risponde dubbio domanda quesito
Domanda- Il 31 dicembre 2019 ho emesso parcella nei confronti di un mio cliente per un importo, incassato nella medesima data, pari a 500 euro. Il mio cliente ha regolarmente versato la ritenuta del 20%, pari a 100 euro, entro il 16 gennaio 2020 mediante delega F24, indicando come periodo dicembre 2019.

Il SdI ha recapitato la fattura al cliente, semplificato per cassa, il 7 gennaio 2020.

Nella Certificazione Unica che andrò a predisporre per conto del mio cliente devo inserire la mia parcella di dicembre 2019 anche se il documento non risulta nella sua contabilità 2019 ma esiste la delega F24 relativa al versamento della ritenuta?

Risposta- L'art. 54 del TUIR, che disciplina la determinazione del reddito di lavoro autonomo, stabilisce che“...il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'arte o della professione”.

Per quanto riguarda il criterio di imputazione al periodo di imposta, la norma adotta il c.d. “principio di cassa”, secondo cui concorrono alla determinazione del reddito di lavoro autonomo i compensi percepiti e le spese sostenute nel periodo di imposta.

Per i liberi professionisti, quindi, i compensi sono imponibili, e i costi deducibili, alla data, rispettivamente, della loro percezione e sostenimento, indipendentemente, quindi, dal periodo di “maturazione”.

La rilevanza ai fini Irpef determina una serie di conseguenze a livello di adempimenti, in particolare, l’esatta individuazione del momento del pagamento determina per il:
  • Professionista, il periodo d’imposta in cui viene tassato il compenso;
  • sostituto d’imposta (soggetto che eroga il compenso):

  1. la data di pagamento della ritenuta;
  2. la redazione della certificazione.

Al riguardo, Assonime, nella Circolare n. 25/2010, con la quale ha fatto il punto sulla dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770), ha ricordato che l’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 38/E del 23 giugno 2010 ha precisato che in ipotesi di mancata coincidenza del momento in cui il compenso si considera percepito da parte del professionista e di quello rilevante per il committente, al fine di effettuare la ritenuta ed includere questa ultima nel Modello 770:
  • per il committente: “rileva il momento in cui è stato effettuato il pagamento ovvero quello in cui le somme sono uscite dalla propria disponibilità”;
  • il professionista: “scomputa la ritenuta subita nel periodo d’imposta in cui il compenso al quale il prelievo attiene concorre a formare il proprio reddito professionale”.

In caso di pagamenti in contanti, il compenso si considera percepito quando le somme entrano nella disponibilità del professionista, in tal caso sussiste la coincidenza del momento del pagamento da parte del cliente, con quello dell’incasso da parte del professionista.
Applicando le regole individuate sopra, è possibile che il committente consideri il compenso come pagato nel mese di dicembre dell'anno «x», laddove il professionista sia portato a imputare il medesimo importo tra i componenti positivi di reddito nell'anno «x+1». È una situazione che crea una certa asimmetria, in particolare per quanto attiene all'inserimento in dichiarazione dei redditi di una ritenuta in un periodo d'imposta precedente a quello in cui viene indicato il compenso, ovvero alla «sospensione» della predetta ritenuta con indicazione in un periodo d'imposta successivo.

In proposito, occorre ricordare che la stessa Amministrazione Finanziaria, con la Risoluzione n. 68/E del 19 marzo 2009, ha svincolato lo scomputo delle ritenute dal possesso della certificazione rilasciata dal sostituto d'imposta. A seguito della citata risoluzione, anche per l'Agenzia delle Entrate ciò che conta è che venga indicata in UNICO la ritenuta a cui concretamente il compenso è stato assoggettato, indipendentemente dalla certificazione prodotta dal sostituto d'imposta.

Si potrebbe, quindi, ritenere che, così come può esservi ritenuta senza certificazione, può ammettersi anche ritenuta certificata in un periodo d'imposta diverso rispetto a quello di imputazione del reddito, ma non per questo da considerarsi errata.

Si ritiene, in definitiva, che la ritenuta debba partecipare, in ossequio a quanto previsto dall'art. 22 del TUIR, al medesimo periodo d'imposta in cui viene dichiarato il relativo compenso, anche senza osservare una stretta simmetria con quanto certificato dal soggetto erogante, il quale, del resto, ha regole proprie che non necessariamente collimano con quelle che «guidano» il comportamento del soggetto che ha eseguito la prestazione.

Pertanto, nella predisposizione della CU per il suo cliente dovrà inserire anche la sua parcella relativa a dicembre 2019, considerato anche che è stata regolarmente pagata la relativa ritenuta.

Il suo cliente, invece, rileverà il costo nel 2020: tale situazione, comunque, non è particolarmente rilevante, in quanto facilmente spiegabile proprio in considerazione della documentazione disponibile che può essere esibita in sede di eventuale verifica fiscale.
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