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Casi Fiscali

12 dicembre 2019
Categorie: Dichiarazione > Visto di conformità

Il credito riportato dall’anno precedente e l’apposizione del visto di conformità

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde - dubbio - domanda - quesito - interrogativo
Domanda - Ho da poco presentato il modello Redditi e ho un dubbio operativo circa l’apposizione del visto di conformità sullo stesso dichiarativo; sinteticamente, non è chiaro se il credito Irpef non ancora utilizzato e riportato dall’anno precedente, modello redditi 2018, concorre insieme a quello di competenza del periodo d’imposta 2018 da indicare nel modello Redditi 2019, alla verifica del plafond di 5.000 euro ai fini dell’apposizione del visto.
Il modello dichiarativo appena presentato è stato munito del visto, dunque si chiede conferma della correttezza dell’operato.

Risposta - Innanzitutto individuiamo la normativa relativa all’obbligo di apposizione del visto di conformità; la Legge di stabilità 2014, dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013, prevede che i contribuenti che utilizzano in compensazione i crediti relativi alle imposte sui redditi (Irpef e Ires) e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 15.000 euro annui, hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità [di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 241 del 1997] delle singole dichiarazioni dalle quali gli stessi crediti emergono. Il D.L. 50/2017 ha abbassato il limite oltre il quale è necessario richiedere il visto di conformità da 15.000 a 5.000 euro.

Il limite fa riferimento al credito effettivamente utilizzato in compensazione orizzontale; sono esclusi dall’obbligo di apposizione del visto di conformità i crediti il cui presupposto non sia direttamente riconducibile alle imposte sui redditi e relative addizionali, quali i crediti aventi natura strettamente agevolativa (i crediti del quadro RU).

Fermo restando quanto detto in materia di visto di conformità, il decreto fiscale D.L. 124/2019 di recente approvazione ha inoltre stabilito che la compensazione orizzontale dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all'imposta regionale sulle attività produttive per importi superiori a 5.000 euro annui, è ammessa solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito. La novità trova operatività con riferimento ai crediti maturati a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e dunque, come nel suo caso, non riguarda i crediti da indicare nel modello Redditi 2019, periodo d’imposta 2018.

In merito al suo quesito, il credito riportato in dichiarazione 2019 dall’anno precedente si considera rigenerato (si veda la circolare n° 10/e 2014) e deve essere indicato nel rigo RN 36 concorrendo, insieme al credito maturato nel 2018 e indicato nel rigo RN34, al credito complessivo da riportare al rigo RX1, colonna 2 e 5.

In base a quanto detto se si supera il limite di utilizzo pari a 5.000 euro, considerando anche il credito dell’anno precedente, è necessario apporre il visto di conformità al dichiarativo.

Attenzione però, le istruzioni che accompagnano il modello Redditi 2019, in merito alle compensazioni orizzontali e all’apposizione del visto di conformità, evidenziano come non è necessario il visto di conformità per l’utilizzo del credito residuo derivante dalla precedente dichiarazione, sempre che non siano maturati e utilizzati crediti nuovi di importo superiore al limite oltre il quale è richiesto il visto di conformità; probabilmente le istruzioni fanno riferimento ai crediti residui della dichiarazione precedente già vistati.

A questo punto, sarebbe necessario un chiarimento ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate.
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