15 aprile 2026

Amministrazione straordinaria, il CNDCEC boccia in nuovi elenchi e chiede più semplificazione

In audizione alla Camera, i commercialisti chiedono meno adempimenti e più valorizzazione degli Ordini

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili interviene sulla riforma delle amministrazioni straordinaria e della vigilanza su cooperative, esprimendo forti perplessità su alcuni passaggi del disegno di legge all’esame della Camera. Nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Attività produttive, la categoria ha contestato in particolare la previsione di un nuovo elenco ministeriale per commissari straordinari e componenti dei comitati di sorveglianza.

Secondo il CNDCEC, la creazione di ulteriori registri rischia di aumentare gli oneri burocratici e i costi a carico dei professionisti, senza risolvere le criticità del sistema. Da qui la proposta di una soluzione alternativa: coinvolgere direttamente gli Ordini professionali nella verifica dei requisiti e nell’aggiornamento dei nominativi da trasmettere al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

No ai nuovi elenchi per commissari e comitati di sorveglianza 

Il punto più critico evidenziato dai commercialisti riguarda l’articolo 3, comma 1, lettera m), del DDL n. 2577, che attribuisce al Mimit il compito di predisporre e gestire l’elenco dei professionisti idonei a ricoprire incarichi di commissario straordinario o di membro dei comitati di sorveglianza. Per il CNDCEC, questa previsione non è pienamente condivisibile, perché introduce un ulteriore livello di regolazione in un ambito già caratterizzato da numerosi elenchi e adempimenti connessi alla crisi d’impresa.

La proposta: siano gli Ordini a verificare i requisiti

Nel corso dell’audizione, la consigliera nazionale Cristina Marrone ha indicato una possibile alternativa: affidare agli Ordini professionali la formazione dell’elenco dei soggetti in possesso dei requisiti richiesti, demandando poi al Ministero il compito di raccogliere e tenere aggiornati i nominativi. In questo schema, agli Ordini spetterebbe anche l’onere di comunicare eventuali provvedimenti disciplinari e di verificare nel tempo la permanenza dei requisiti previsti dalla legge. Una soluzione che, secondo il Consiglio nazionale, consentirebbe di salvaguardare il ruolo degli Albi e di evitare difformità procedurali nella gestione dei diversi elenchi professionali.

Revisori cooperativi, apertura con riserve sulla nuova sezione

I commercialisti hanno espresso una valutazione più articolata anche sull’istituzione di un albo unico nazionale dei revisori cooperativi abilitati. Il principio alla base della riforma viene ritenuto condivisibile, soprattutto nella parte in cui punta a rafforzare la vigilanza, modernizzare le procedure e migliorare gli standard di compliance delle cooperative. Tuttavia, il CNDCEC sottolinea che, vista la crescente centralità di temi come assetti organizzativi, prevenzione della crisi e sostenibilità, l’accesso alla nuova sezione dovrebbe essere riservato a professionisti già iscritti in Albi che attestino competenze specifiche in economia aziendale, diritto d’impresa e rendicontazione di sostenibilità, oppure almeno semplificato per queste categorie.

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