25 ottobre 2012

Commercialisti: il Congresso tra luci e ombre

Sulle quote “ribassate” fanno il punto UGDCEC, AIDC e ANDoC di Bari
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il Congresso e i punti deboli - Oggi inizia il III Congresso nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili che si svolge a Bari in occasione della Fiera del Levante. Da quanto illustrato durante la conferenza dello scorso quattro ottobre, l’evento dal titolo “Preparare il domani” proporrà una serie di incontri durante i quali verranno analizzate questioni inerenti la recente riforma del comparto professionale, l’accesso dei giovani alla professione e i diversi adempimenti fiscali con i quali i commercialisti hanno a che fare quotidianamente. Nonostante la sagace idea di affrontare siffatte questioni invitando illustri esponenti del mondo politico ed economico, qualcosa pare stonare rispetto agli encomiabili intenti. A porre un focus su tali default organizzativi sono Marco Cramarossa, Presidente UGDCEC di Bari e Trani, Nicola Vito Notarnicola, Presidente AIDC sezione di Bari, e Vincenzo Gattagrisi, Presidente ANDoC di Bari. Vediamo, in breve, le anomalie che hanno riscontrato questi rappresentanti sindacali.

La quota ridotta – Cramarossa, Notarnicola e Gattarisi hanno posto al presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili un fondamentale quesito, sorto dopo la recente notizia in merito alla contrazione dell’ammontare della quota di iscrizione. In sostanza, fino al 21 ottobre chiunque si fosse iscritto avrebbe dovuto versare una quota pari a 300 euro, soglia alla quale si sarebbe dovuta poi aggiungere la porzione relativa all’Iva. Dal 22 ottobre, però, si è palesata la possibilità di usufruire di una riduzione, prevista in due modalità in base alla fascia di appartenenza. A ben vedere, per i giovani commercialisti ed esperti contabili di età inferiore ai quarant’anni, la quota, Iva esclusa, è stata fissata a 50 euro; mentre per i professionisti di età superiore ai quarant’anni l’ammontare è stato posto a 150 euro, anche questo Iva esclusa. Ma un altro aspetto che è risultato ai tre leader sindacali ancora più preoccupante, è il fatto che una siffatta riduzione si presenta come esclusivo privilegio degli iscritti all’Ordine del capoluogo pugliese. Da qui emergono quindi due motivi di scontento: da un lato, si evidenzia una sorta di ingiustizia nei confronti di quanti hanno provveduto a iscriversi a prezzo pieno prima del 22 ottobre, dall’altro, emerge la non giustificata esclusione dallo sconto degli iscritti ad altri Ordini locali.

Sconto in odor di strumentalizzazione – La posizione dei presidenti Cramarossa, Notarnicola e Gattarisi appare abbastanza chiara. Secondo i tre rappresentanti delle associazioni di categoria, il fatto che si sia provveduto a ridurre la quota d’iscrizione solo a pochi giorni dall’inizio dei lavori e con una previsione di adesioni relativamente bassa, getta la luce su una ben più profonda motivazione. Il parere infatti è che i leader di categoria nazionale e barese abbiano optato per una siffatta scelta al fine di incrementare la scarsa partecipazione e, accaparrandosi il merito dell’iniziativa, creare un bacino di consensi che potrebbero tornare utili per altri fini. “La urgente necessità di ridurre la quota di iscrizione, al fine precipuo di impinguare la scarsissime iscrizioni al Congresso, non può essere ‘venduta’ come una iniziativa di successo promossa dal Consiglio dell’Ordine. Riteniamo, conclusivamente, estremamente disdicevole la distribuzione di pass gratuiti a chicchessia in una fase delicata come quella che l’Ordine di Bari, così come tutti gli Ordini del Paese, sta vivendo. Le note difficoltà organizzative e di appeal del Congresso, evidenziate e manifestate sino ad ora, non possono, ed anzi non devono, legittimare politiche poco trasparenti, irrispettose e che con l’etica professionale nulla hanno a che fare e, soprattutto, con il Congresso in questione con il quale siamo invitati a preparare il domani: un domani migliore, ci auguriamo”, hanno concluso Cramarossa, Notarnicola e Gattarisi in una lettera inoltrata nei giorni scorsi a Claudio Siciliotti, presidente del Cndcec, e al Consiglio dell’ODCEC di Bari.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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