Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Il Consiglio nazionale dei commercialisti e la Fondazione nazionale di Ricerca hanno pubblicato i “Principi di comportamento dell’Esperto della composizione negoziata”, un documento rivolto ai professionisti chiamati a svolgere il ruolo di Esperto nell’ambito del percorso di risanamento dell’impresa.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di approfondimento e supporto tecnico promosse dalla categoria in materia di crisi d’impresa e continuità aziendale. I Principi, elaborati dalla Commissione di studio “Composizione negoziata”, intendono offrire un riferimento operativo ai commercialisti incaricati, favorendo un esercizio dell’incarico conforme alla normativa, coerente con le regole deontologiche e orientato alla qualità della prestazione professionale.
Il documento si coordina con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e con le indicazioni contenute nel decreto dirigenziale del Ministero della giustizia del 23 aprile 2026, contribuendo a precisare il perimetro dell’attività dell’Esperto e le modalità con cui quest’ultimo deve rapportarsi con l’imprenditore, i creditori, gli advisor, gli stakeholder e, nei casi previsti, l’autorità giudiziaria.
La composizione negoziata attribuisce all’Esperto un ruolo centrale ma al tempo stesso delicato. Il professionista non si sostituisce all’imprenditore nella gestione dell’impresa né assume funzioni decisorie in ordine alle scelte aziendali. La sua attività consiste, piuttosto, nel facilitare le trattative e nel verificare se esistano concrete possibilità di risanamento, mantenendo una posizione di indipendenza, imparzialità e terzietà.
In questo contesto, i nuovi Principi di comportamento mirano a rafforzare l’uniformità delle prassi e a fornire indicazioni utili per affrontare le diverse fasi della procedura. Si tratta di raccomandazioni tecniche che, pur essendo rivolte in primo luogo agli iscritti all’Albo, possono assumere una portata più ampia, in quanto idonee a orientare anche altri soggetti chiamati ad accettare l’incarico di Esperto indipendente.
Il documento va letto insieme alle norme deontologiche della professione. I valori di competenza, diligenza, riservatezza, indipendenza e qualità della prestazione professionale rappresentano infatti il presupposto dell’intervento dell’Esperto e costituiscono il filo conduttore dell’intero percorso.
Uno degli aspetti più rilevanti dei Principi riguarda la ricostruzione dei rapporti tra i diversi soggetti coinvolti nella composizione negoziata. L’imprenditore resta il protagonista del percorso e conserva la responsabilità delle scelte gestionali e delle proposte da formulare ai creditori. Gli advisor, dal canto loro, assistono l’impresa nella predisposizione delle analisi, dei piani e delle soluzioni da sottoporre alla valutazione delle parti.
L’Esperto opera in una posizione distinta. Il suo compito non è quello di difendere l’interesse di una sola parte, ma di agevolare il confronto, promuovere un dialogo costruttivo e verificare la percorribilità delle soluzioni individuate. In tale prospettiva, assumono rilievo anche i rapporti con i creditori e con gli altri stakeholder, la cui partecipazione può essere decisiva per il buon esito delle trattative.
I Principi offrono inoltre indicazioni che possono agevolare il lavoro delle commissioni incaricate della nomina dell’Esperto, chiamate a valutare l’idoneità del professionista rispetto alla complessità dell’incarico, nonché dell’autorità giudiziaria nei casi in cui la procedura richieda un intervento del tribunale.
Il documento è articolato in undici paragrafi e ricostruisce l’attività dell’Esperto secondo una scansione funzionale in tre fasi.
La prima è quella dell’analisi preliminare e del confronto iniziale con l’imprenditore. In questa fase l’Esperto è chiamato a verificare l’esistenza di concrete prospettive di risanamento, esaminando le informazioni disponibili, la situazione economico-finanziaria dell’impresa e le possibili linee di intervento. Si tratta di un momento essenziale in quanto consente di comprendere se la composizione negoziata possa effettivamente rappresentare uno strumento utile per superare la crisi.
La seconda fase riguarda il supporto alla negoziazione. L’Esperto favorisce il dialogo tra l’imprenditore, i creditori e gli eventuali terzi interessati, contribuendo a creare le condizioni per un confronto trasparente e ordinato. In questo ambito può essere chiamato anche a esprimere pareri, nei casi previsti dalla disciplina, mantenendo sempre una posizione di autonomia rispetto alle parti.
La terza fase è quella conclusiva, dedicata alla formalizzazione e alla rendicontazione dell’attività svolta. L’Esperto deve sintetizzare gli esiti del percorso, documentare le attività compiute e dare conto delle soluzioni eventualmente individuate o delle ragioni che hanno impedito il raggiungimento di un accordo.
Secondo il Consiglio nazionale, la pubblicazione dei Principi rappresenta un ulteriore tassello nel percorso già avviato dalla categoria in materia di risanamento e crisi d’impresa, accanto ai Principi di attestazione e ai Principi di redazione dei piani di risanamento.
Pur essendo destinati principalmente ai commercialisti, i Principi possono assumere una funzione di riferimento più generale. La composizione negoziata richiede infatti comportamenti professionali improntati a equilibrio, competenza tecnica e capacità di gestione del confronto tra interessi diversi. Per questo, le indicazioni elaborate dalla categoria possono contribuire a rafforzare la qualità degli incarichi e a rendere più efficace l’utilizzo dello strumento.
Il documento conferma, in definitiva, la centralità del ruolo dell’Esperto nel sistema della composizione negoziata. Un ruolo che non si esaurisce nella verifica tecnica della situazione aziendale, ma richiede capacità di ascolto, indipendenza di giudizio e attitudine a favorire soluzioni sostenibili, nell’interesse del risanamento dell’impresa e della migliore tutela dei creditori.