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L’audizione - Le liberalizzazioni sono sulla via della conversione in legge, ma ancora molte ombre sono rintracciate dello sguardo attento del comparto professionale. I punti che destano dubbi e incertezze alle categorie delle libere professioni italiane riguardano, in sostanza, la materia delle polizze assicurative, la formazione professionale, il tirocinio e le agevolazioni alle piccole e medie realtà imprenditoriali. Tant’è che sono stati proprio questi gli argomenti che hanno caratterizzato l’intervento del presidente della Confederazione delle libere professioni, Gaetano Stella, in occasione dell’audizione presso le Commissioni Attività produttive e Finanze della Camera.
La tutela delle professioni - Confprofessioni ha inteso porre in rilevo le problematiche emerse dal testo sulla via della definitiva approvazione. Nello specifico, il parere espresso da Stella ai presidenti delle due Commissioni, Manuela Dal Lago e Gianfranco Conte, pur valutando gli aspetti positivi interni al decreto legge sulle liberalizzazioni “per contenere il debito, assicurare la tenuta del sistema finanziario e rimuovere gli ostacoli alla crescita, in particolare in tema di liberalizzazioni, burocrazia e lavoro”, non ha tralasciato di evidenziare le grosse criticità che il testo propone al comparto professionale. A ben vedere, il leader dei liberi professionisti italiani ritiene che la struttura di sostegno alla concorrenza attribuita al progetto legislativo sulle liberalizzazioni non può che essere accompagnata dal chiarimento in merito alla natura delle libere professioni alle quali si rivolge. In effetti, si potrà pensare a una giusta attuazione del provvedimento solo prendendo in considerazione in via preliminare il dato di fatto in base al quale le libere professioni, lungi dal produrre beni di consumo, tutelano e gestiscono beni e interessi della collettività. Ciò accade anche nel caso in cui i professionisti si siano organizzati in forma imprenditoriale. In sostanza, Confprofessioni intende dare via libera ai principi di concorrenza, a patto che siano fatti salvi i diritti imprescindibili dei liberi professionisti riconducibili a salute, sicurezza, legalità, giustizia e tutela ambientale. Come tutelare tali principi? Secondo Gaetano Stella, la ricetta della garanzia risiederebbe in una maggiore attenzione per questioni quali l’accesso agli albi professionali e la formazione, la qualità della prestazione dei servizi professionali, il rispetto del codice deontologico e l’esercizio delle funzioni disciplinari.
Le proposte e le criticità - “Sotto il profilo generale, appaiono condivisibili le norme dirette a regolare ordinatamente l’accesso alle professioni ed a favorire i percorsi di formazione continua e di specializzazione dei professionisti – ha dichiarato Gaetano Stella - Altrettanto positivo è l’obiettivo di ridisegnare gli ordinamenti professionali, riconducendo le loro funzioni al controllo sul legittimo e corretto esercizio delle attività professionali nel rispetto delle norme deontologiche poste a presidio di ogni professione e distinguendo precisamente tali funzioni da quelle di rappresentanza degli interessi di categoria che devono essere svolte dalle organizzazioni di natura sindacale. Tuttavia, il decreto legge sulle liberalizzazioni lascia ancora irrisolte alcune questioni centrali per l'assetto competitivo delle libere professioni”. Ciò detto, il presidente di Confprofessioni ha individuato i quattro punti critici in merito ai quali le categorie chiedono chiarezza. In primo luogo, per quel che concerne l’obbligatorietà della polizza assicurativa, il parere è che vi sia la necessità di un più ampio margine di contrattazione tra il singolo professionista e gli organismi che lo tutelano, come ad esempio Confprofessioni o l’Ordine di riferimento. In seconda battuta, sul fronte della formazione, si ritiene che debbano essere i Consigli degli Ordini a scegliere i percorsi opportuni e i requisiti minimi d’accesso agli stessi, proponendo ai professionisti un’ampia possibilità di scelta che questi attueranno in maniera autonoma e individuale in base alle rispettive esigenze. Poi, per quel che concerne i tirocini, Confprofessioni sottolinea la necessità di estendere anche ai tirocinanti le medesime tutele previdenziali già in vigore per i dipendenti degli studi professionali e previste dal CCNL. Infine, sul tema della concorrenza, le proposte di Gaetano Stella riguardano il divieto di affidamenti in house di lavori e la possibilità di estendere agli studi professionali i contributi de minimis.