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L’intervento di Stella - Così come diversi altri esponenti del mondo professionale, anche il leader della Confederazione italiana libere professioni, Gaetano Stella, ha preso parte con dettagliata relazione all’audizione presso la Commissione Industria del Senato tenutasi il 7 febbraio. L’intervento del presidente di Confprofessioni, così come quelli dei suoi colleghi, si è concentrato su aspetti specifici del tema del giorno, ossia sul decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1 recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”. Nello specifico, Stella ha esposto in maniera preliminare alcuni elementi di criticità rilevati nel pacchetto delle liberalizzazioni affermando che tali questioni non sono altro che l’ultimo approdo di una seria di provvedimenti erogati a partire dalle manovre estive. “Nel corso degli ultimi mesi si sono susseguiti diversi interventi normativi che riguardano le professioni – ha chiarito la guida dei liberi professionisti italiani - dall’art. 3 comma 5 del decreto legge n. 138 del 13 agosto 2011 recante ‘Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo’, convertito con modificazioni con legge 14 settembre 2011 n. 148; all’art. 10 della cosiddetta Legge di stabilità (Legge 12 novembre 2011 n. 183); fino all’art. 9 del decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1 – ‘Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività’”. Entrando nello specifico, Stella sostiene che non sono per nulla deprecabili tali disposizioni, anzi risulta evidente che si inseriscono nel discorso avviato e necessario di una politica in grado di incentivare misure concorrenziali in linea con il Garante e nel rispetto delle professioni e dei clienti. Ma allo stesso tempo, sostiene il leader di Confprofessioni, le liberalizzazioni non possono prendere la strada esclusiva del mondo professionale, senza vagliare provvedimenti paralleli diretti alla sburocratizzazione dell’Amministrazione finanziaria e pubblica in genere. “Da un lato, emerge con chiarezza la piena consapevolezza degli interessi fondamentali del singolo e della collettività - ha continuato - dall’altro lato, quando ci si cala nel disposto normativo, tali principi passano in secondo piano, sovrastati da una visione parziale del settore libero professionale e, in particolare, dell’organizzazione del lavoro intellettuale in rapporto al mutato contesto economico e sociale che si è venuto a creare con l’attuale crisi”. Ciò detto, Gaetano Stella ha avanzato ai senatori commissari delle proposte che potrebbero, in qualche modo, tracciare una possibile via da seguire in fase di presentazione degli emendamenti. Anche perché una modifica è inevitabile, in quanto “il decreto legge sulle liberalizzazioni lascia irrisolte alcune questioni centrali per l’assetto competitivo delle libere professioni, individuate con il decreto – legge n. 138 del 13 agosto 2011, convertito con modificazioni con legge 14 settembre 2011 n. 148”. Esporremo di seguito le proposte ritenute più rilevanti.
Società di capitali tra professionisti – In prima battuta, Gaetano Stella si è soffermato su quanto disposto dall’art. 10 della l. n. 183/11 disciplinante società di capitali tra professionisti. Il parere è che siano introdotte senza adeguati distinguo delle attività societarie proprie del sistema capitalistico che non sembrerebbero in linea con i “valori fondamentali delle libere professioni”. “La previsione di società di capitali tra professionisti – ha proposto Stella - dovrebbe prevedere un apporto di capitale di soci non professionisti non maggioritario e, comunque, attribuire la governance di dette società esclusivamente ai soci professionisti, al fine di salvaguardare la necessaria indipendenza e autonomia dei professionisti”.
Polizze assicurative – Alla luce di quanto prevede la norma, l’onere di concordare con le compagnie assicurative le condizioni generali delle polizze che i professionisti saranno obbligati a stipulare verrà posto nelle mani dei rispettivi Consigli nazionali. Il presidente di Confprofessioni afferma che “la negoziazione delle condizioni delle polizze con le Compagnie assicurative dovrebbe essere lasciata alla discrezionalità dei professionisti ed alle libere Associazioni o Confederazioni professionali titolate alla tutela degli interessi dei professionisti, piuttosto che da parte del sistema ordinistico”.
Formazione professionale - Anche sulla formazione professionale Gaetano Stella sottoscrive un piano meramente autonomo di gestione, nel quale ai Consigli nazionali viene attribuito l’esclusivo compito di tracciare linee guida da seguire. “Più opportuno, ci sembra, che i Consigli nazionali degli ordini si limitino a fissare i requisiti minimi dei corsi di formazione, uniformi sul territorio nazionale, affermando il principio della libertà di formazione – conclude - Tale impostazione, da un lato, permetterebbe ai professionisti di scegliere liberamente sul mercato i percorsi formativi più idonei alla loro preparazione professionale; dall’altro, stimolerebbe il gioco concorrenziale rispetto ad altri organizzatori di eventi formativi”.