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Formazione obbligatoria - Tra gli obblighi che i professionisti iscritti a Ordini e collegi sono tenuti a rispettare, alberga quello della formazione continua, utile a garantire ai clienti qualità ed efficienza, nonché un costante aggiornamento per quel che concerne normative e prassi. I dottori commercialisti e gli esperti contabili, in quanto appartenenti a una categoria ordinistica, non sono esenti da tali doveri, pertanto devono rispondere a determinati calendari e acquisire i crediti formativi necessari a testimoniare l’avvenuto assolvimento dell’obbligo.
Un anno difficile - Tuttavia vi possono essere delle situazioni che ostacolano il percorso formativo obbligatorio al quale sono tenuti suddetti professionisti, ostacoli e impedimenti che rendono necessaria una diversa formulazione dei calendari formativi. Proprio sulla questione si è recentemente espressa l’Unagraco - Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili, sottolineando come l’anno appena trascorso sia stato particolarmente difficile per i dottori commercialisti e per gli esperti contabili, al punto da rendere spesso impossibile mantenere il passo con gli obblighi di natura formativa. Tenendo quindi presente una simile premessa, la sigla sindacale sottolinea l’opportunità che gli Ordini locali valutino una proroga al fine di permettere agli iscritti che non sono riusciti ad adempiere l'obbligo della formazione continua di potersi mettere in regola.
La richiesta - La richiesta dell’associazione di categoria è stata avanzata dalla viva voce del presidente, Alberto Ceccarelli, secondo il quale ci siamo lasciati alle spalle un anno molto difficile che ha visto la categoria costretta a effettuare sforzi di mole considerevole. "Chiediamo un intervento a Giancarlo Laurini, commissario straordinario del Consiglio Nazionale dei commercialisti - al fine che vi possa essere un'armonizzazione sul territorio nazionale, senza che siano presi provvedimenti a macchia di leopardo dai singoli Ordini: il comportamento dei colleghi non va certamente tutelato nei confronti di chi ha diligentemente adempiuto agli obblighi formativi, ma l'ultimo periodo non è stato certo facile per la nostra professione. Infatti la crisi economico-finanziaria dei nostri clienti e dei nostri studi, gli ingorghi di scadenze fiscali e le disposizioni cervellotiche del legislatore hanno fatto sì che i commercialisti italiani siano stati impegnati su altri fronti", ha concluso il numero uno dell’Unagraco.