4 dicembre 2012

Nomi assenti dal Registro Revisori

Unagraco: sui crediti formativi il ministero non ha ascoltato il Cndcec
Autore: Redazione Fiscal Focus

I nomi assenti - Ancora maretta in merito all’Elenco dei Revisori locali. Dopo anni di efficienza in mano alla società dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, il registro che muove i primi passi sotto il diretto controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha già dato segni di un’evidente confusione. A segnalarlo sono stati molti professionisti che nei momenti immediatamente successivi alla pubblicazione dell’Elenco non vi hanno trovato le proprie credenziali. Questi commercialisti avevano adempiuto in maniera regolare a tutti i passaggi necessari all’inoltro della domanda.

Il focus dell’Unagraco - A intervenire sul caso, dal comparto delle sigle sindacali di categoria, si è levata la voce (per ora abbastanza solitaria) dell’Unagraco, tramite il vicepresidente della sezione di Viterbo, Marco Tortolini. Facendo il punto sulla situazione Tortolini ha sottolineato le problematiche che hanno condotto alla totale assenza di migliaia di nominativi, che avevano fatto regolare richiesta d’inserimento, dal registro. “Ciò a causa di una aberrazione normativa – spiega il numero due dell’Unione di Viterbo - alla quale bisogna trovare quanto prima una soluzione, tramite un incontro tra il Ministero e il Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili".

Una possibile spiegazione
– Il parere dell’Unagraco, peraltro condiviso anche da altre posizioni all’interno della categoria, è che vi sia stato un caos a livello informativo per quel che concerne i crediti dei quali i professionisti dovevano certificare il possesso. "Il decreto ministeriale del 15/02/2012 n. 23 prevedeva, tra i vari requisiti per essere ammessi nell'elenco in questione, il possesso di 15 crediti formativi in materia di enti locali nel triennio 2009/2012, nonostante questa materia non fosse obbligatoria, ai fini della formazione professionale continua, nel triennio in esame – spiega Marco Tortolini - Ancora una volta, quindi, si ricorre alla retroattività della legge”.

Sull’intervento del Cndcec – Il vicepresidente dell’Unagraco di Viterbo afferma altresì che un effettivo intervento del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili vi era stato. Il Cndcec infatti, a sostegno dei propri iscritti, aveva illustrato la presenza nei curricula formativi di altre materie inerenti l’argomento richiesto dal Ministero, pertanto queste avrebbero potuto essere intese utili ai fini dell’acquisizione dei crediti obbligatori. "A quanto pare – è la conclusione di Tortolini - il ministero non ha voluto tener conto delle indicazioni del Consiglio Nazionale, infatti i professionisti sono stati esclusi proprio per la mancanza dei crediti".

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