10 giugno 2013

Professioni: liberalizzare con regole e controllo

I tributaristi guardano oltre la riforma delle professioni.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’invito europeo e la riforma - Nelle scorse settimane dall’Unione europea sono giunte delle indicazioni per l’Italia. Il nostro Paese è stato infatti invitato ad attuare nuovi interventi finalizzati alle liberalizzazioni nel circuito economico, soprattutto per quel che concerne il mondo professionale. Nello specifico, il Consiglio europeo chiede all’Italia di andare oltre la riforma delle categorie ordinistiche, superando quindi le restrizioni che quel testo ha mantenuto in vita. Un tale superamento, secondo l’Unione, dovrà comunque essere contestuale alla tutela dei principi fondamentali della riforma. Questo invito formulato dal Consiglio d’Europa ha incontrato, da un lato, il plauso delle categoria non ordinistiche, dall’altro l’indignazione del Cup e del Pat che si sono dichiarati convinti dell’esaustività della riforma in tema di liberalizzazioni.

Cosa significa liberalizzare? - I tributaristi riuniti sotto l’effige della Lapet non comprendono però le posizioni poste in risalto da quanti hanno criticato l’invito dell’Unione europea. Questo infatti è mirato a incrementare la competitività, nonché lo sviluppo economico e quello occupazionale all’interno del tessuto professionale del nostro Paese. Liberalizzare è opportuno e questo non significa sopprimere regole e controlli. “Liberalizzare vuol dire rimuovere gli ostacoli inutili alla concorrenza, le riserve che limitano l’attività professionale, migliorare la qualità dei servizi, restituire la competitività internazionale ai professionisti italiani, offrire alle nuove generazioni l’opportunità di costruire il loro domani nel mercato del lavoro in un regime di meritocrazia, facendo così salva la garanzia e l’interesse del cittadino-cliente”, ha spiegato Roberto Falcone, leader dei tributaristi italiani.

Il passo avanti dei tributaristi – Proprio perché convinti che una sana liberalizzazione del settore economico, in generale, e di quello professionale, nello specifico, sia necessaria, i tributaristi della Lapet hanno attivato già da tempo delle misure di controllo della qualità e della professionalità degli iscritti. Non accettando di tenersi in seconda fila, gli iscritti all’associazione guidata da Roberto Falcone hanno deciso di adeguarsi agli standard qualitativi pretesi dall’Ue e che vanno oltre la riforma delle professioni. Tant’è che sono stati introdotti da diverso tempo gli obblighi di aggiornamento continuo e polizza professionale, così come è stato riconosciuto l’equo compenso ai tirocinanti. “Liberalizzare è il giusto riconoscimento per un settore, quello delle professioni, che coinvolge ormai milioni di lavoratori e che rappresenta un forte potenziale economico per la crescita del Paese. – ha concluso Roberto Falcone - Confermiamo pertanto il nostro plauso all’attività del Legislatore per aver portato a termine il riconoscimento delle nuove professioni attraverso l’approvazione della Legge 4/2013, confermando così il principio secondo cui professioni ordinistiche e non posso convivere in un regime di libera concorrenza ed entro i limiti stabiliti dalla Legge. Ora, sulla base dei risultati raggiunti, occorre proseguire senza dubbi, né incertezze, senza remore, né falsi ostacoli per non rischiare di rimanere esclusi dal mercato internazionale. Proseguiremo quindi nel forte pressing politico che ci ha contraddistinti in tutti questi anni, anche per i più giovani, affinché possano ritrovare nella libera professione una possibile affermazione economica e sociale”.

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