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L’obbligatorietà - Com’è ormai noto, la manovra di Ferragosto (D.L. n. 138/2011, conv. L. n. 148/2011) ha introdotto l’obbligo in carico ai professionisti di stipulare un’assicurazione che li copra per quel che concerne la responsabilità civile. Ora, tale onere dovrà essere assunto a partire dal 13 agosto 2012, dunque decorso un anno dall’entrata in vigore della legge.
La norma in sintesi - In ragione di tale norma che di fatto impone al professionista di ricorrere a una polizza quanto più complessiva e adatta alle proprie necessità, le maggiori compagnie assicurative si sono messe immediatamente all’opera al fine di proporre pacchetti completi e competitivi. Innanzitutto, gli aspetti essenziali che dovranno contenere le assicurazioni sulle quali potrà cadere la scelta del professionista dovranno coprire i danni procurati ai clienti a causa di errori nella prestazione professionale da essi richiesta e negativamente offerta dal professionista. La tutela, quindi, non riguarda solo il soggetto che stipulerà l’Rc professionale, ma anche colui che ne richiederà la consulenza ricevendone danno, a patto che questo non dipenda da comportamenti dolosi. Tra le aree professionali interessate v’è quella economico-giuridica, ossia l’ambito di riferimento dei dottori commercialisti ed esperti contabili, dei notai e degli avvocati. Questi professionisti, qualora incaricati da un cliente, avranno l’obbligo di informarlo circa gli estremi della polizza e il connesso massimale.
Le diverse formule assicurative - Come districarsi, quindi, in questa marea di adempimenti? Quale sarà, alla luce delle indicazioni normative, la giusta scelta verso la quale potrà dirigersi il professionista, in particolare il commercialista o l’esperto contabile? Ebbene, come abbiamo visto, le compagnie assicurative si sono mosse per tempo al fine di fornire alle categorie professionali un vasto panorama di proposte. Più gettonate, in questa rosa di possibilità, sembrano essere tre esempi di Rc professionale. Il primo si basa su una convenzione con la cassa previdenziale alla quale fa riferimento l’ordine; in virtù di tale accordo, gli iscritti sono beneficiari di agevolazioni sulla polizza di assicurazione. Siffatto pacchetto garantisce all’assicurato di poter scegliere tra due massimali (uno minimo e uno massimo) per quel che concerne la copertura di base garante delle attività giudiziali ed extragiudiziali. Parallelamente v’è una copertura integrativa che introduce delle tutele accessorie in merito a particolari funzioni che può trovarsi a svolgere il professionista. La politica di presentare due pacchetti, uno economico e l’altro più costoso, è stata adottata anche da altre compagnie assicurative. Nello specifico, la partizione può anche avvenire in base all’esperienza del professionista, stabilendo una polizza base per i soggetti che hanno iniziato da poco l’attività professionale, contestualmente la formula più completa prevede l’inclusione di garanzie accessorie di pari passo a un aumento dei costi. La terza possibilità è quella di usufruire di polizze assicurative in tutto e per tutto assimilabili a quelle in uso nel settore commerciale e negli uffici, in base alle quali l’Rc andrebbe a coprire i danni da incendio, furto e responsabilità civile. Tale, in breve, è lo squarcio del panorama assicurativo italiano sul quale ormai tutti i professionisti sono chiamati a gettare un accurato sguardo, scegliendo le formule più appetibili e rapportandole alle proprie esigenze e… alle proprie tasche!