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Il codice depositato - Ieri è stato depositato il proprio codice di autoregolamentazione dello sciopero ad opera del Coordinamento unitario delle sigle sindacali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Amedeo Sacristano - Presidente ANDOC, Vilma Iaria - Presidente ADC, Roberta Dell’Apa - Presidente AIDC, Marco Cuchel - Presidente ANC, Raffaele Marcello - Presidente UNAGRACO, Eleonora Di Vona - Presidente UNGDCEC, e Domenico Posca - Presidente UNICO, hanno quindi depositato il testo presso la Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. La categoria è ora in attesa che la suddetta Commissione valuti l’idoneità del codice di autoregolamentazione.
Le ragioni della categoria - Il Coordinamento aveva già reso note le proprie posizioni in seno all’audizione dello scorso 10 dicembre, quando ha iniziato a farsi spazio la possibilità che venisse presentato il citato Codice di autoregolamentazione. Nello specifico, nel corso di quell’incontro la categoria, per mezzo delle associazioni di rappresentanza, aveva illustrato le proprie ragioni in merito alla legittimità di una possibile azione di astensione collettiva, finalizzata soprattutto a richiamare l’attenzione delle istituzioni e della pubblica opinione sulla situazione oggettiva di disagio che la categoria stessa sta attraversando in questi ultimi anni, andata ad acuirsi poi nei mesi recenti. “In caso di positiva valutazione da parte della Commissione, anche la nostra categoria, come quella degli avvocati e dei magistrati, potrà avvalersi di uno strumento efficace, seppur estremo, attraverso il quale far valere le proprie ragioni”, fa sapere il Coordinamento unitario in una nota.
La necessità del codice - Il punto è che finora i commercialisti non hanno potuto manifestare attraverso lo sciopero perché non era ancora pervenuto alcun intervento al citato codice da parte della Commissione di garanzia. Essendo l’attività svolta dalla categoria assimilabile alla cerchia dei servizi pubblici essenziali, è basilare che lo sciopero non infici i livelli minimi di servizio che devono essere sempre garantiti ai contribuenti. Il contribuente infatti non può correre il rischio di vedersi sanzionato solo perché il proprio consulente fiscale ha aderito allo sciopero. Inoltre una buona autoregolamentazione dovrebbe altresì prevedere un’organizzazione dello sciopero che contempli anche il rispetto delle finestre temporali che sono previste dal sistema fiscale, con questo ‘calendario’ devono poi confrontarsi i tempi della protesta. A questo punto, il codice è stato presentato, non resta quindi che attendere il via libera, tanto più che il sistema sta divenendo così farraginoso e la categoria sta subendo tanti di quei torti, che uno sciopero sembra ormai un epilogo non più procrastinabile.