17 giugno 2026

Startup sostenibili: le linee guida CNDCEC-SIDREA per professionisti e imprese innovative

La pubblicazione offre a commercialisti, consulenti, startupper, manager e investitori uno strumento operativo per accompagnare la nascita e la crescita delle startup, rafforzando pianificazione, controllo, rendicontazione e valutazione dei rischi

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e la Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale hanno pubblicato le “Linee guida per la sostenibilità delle startup. Gestione, rendicontazione e valutazione”, edite da Giappichelli e scaricabili gratuitamente dai siti di CNDCEC e SIDREA.

Il documento è il risultato di un progetto pluriennale realizzato da accademici designati dal Gruppo di Studio sulle “Startup” della SIDREA e da professionisti delegati dal CNDCEC. L’obiettivo è mettere a disposizione della prassi un modello di riferimento per supportare la gestione sostenibile delle startup e delle imprese giovani, riducendo le criticità che spesso ne compromettono la sopravvivenza nei primi anni di attività.

Le linee guida si rivolgono non solo ai commercialisti ma anche a startupper, imprenditori, manager, istituti di credito, venture capitalist, business angel e altri stakeholder coinvolti nello sviluppo delle imprese innovative.

Startup, crescita e vulnerabilità

La pubblicazione parte dall’inquadramento teorico delle startup, distinguendo tra startup innovative, startup sociali, “gazzelle” e scale-up. Il concetto centrale è quello della crescita: la startup viene intesa come impresa di nuova costituzione orientata a svilupparsi rapidamente attraverso un modello di business replicabile e scalabile.

Particolare attenzione è riservata alle imprese giovani ad alta crescita, le cosiddette “gazzelle”, considerate rilevanti per la capacità di creare nuova occupazione qualificata, innovazione e valore per il sistema economico.

Il documento evidenzia, tuttavia, anche le fragilità tipiche di queste realtà. Tra le principali cause di vulnerabilità rientrano la carenza di reputazione, la sottocapitalizzazione, l’elevato indebitamento, l’accesso difficoltoso ai capitali, l’assenza di sistemi informativo-contabili adeguati e la mancanza di competenze manageriali. A tali profili si aggiungono errori nella stima della domanda di mercato, nel dimensionamento della capacità produttiva, nella scelta delle fonti di finanziamento e nella composizione del team.

Il business plan come presidio operativo

Uno dei punti centrali delle linee guida è il ruolo del business plan, inteso non come semplice documento formale ma come strumento di pianificazione, programmazione e controllo. La sua funzione è prevenire errori di valutazione e verificare la sostenibilità tecnica, economica e finanziaria del progetto imprenditoriale.

Il business plan consente di mettere a sistema la parte descrittiva, relativa a mercato, strategia, modello di business, prodotti, servizi e team, con la parte quantitativa, riferita a previsioni economiche, fabbisogni finanziari, flussi di cassa e indicatori di performance.

Per i professionisti, questo implica un ruolo più ampio rispetto alla sola assistenza contabile o fiscale. Il commercialista può intervenire già nella fase preliminare di valutazione dell’idea, supportando il founder nella costruzione di un progetto coerente, sostenibile e misurabile.

Indicatori, rischi e profili ESG

La metodologia adottata è quella dell’Impact Case Study. Ogni linea guida è articolata in tre parti: descrizione dell’area di analisi, individuazione delle criticità e indicazioni operative per prevenirle o ridurle. A ciascuna area sono associati variabili e indicatori di misurazione, utili per guidare l’applicazione pratica.

Il documento dedica ampio spazio alla valutazione dei rischi finanziari, operativi, politici, ambientali e di sicurezza. Rilevante è anche il riferimento agli aspetti ESG, considerati parte integrante della strategia aziendale e non un elemento meramente reputazionale.

La sostenibilità, quindi, diventa un fattore che incide sulla competitività, sull’accesso ai capitali, sulla reputazione e sulla qualità dei rapporti con gli stakeholder.

Il ruolo del commercialista

Le linee guida rafforzano il ruolo del commercialista come consulente strategico delle startup. Il professionista è chiamato ad accompagnare l’impresa nella pianificazione, nel controllo di gestione, nella valutazione dei rischi, nella rendicontazione e nella determinazione del valore economico.

Il volume si chiude con un’appendice normativa dedicata ai principali riferimenti del DL. n. 179/2012 in materia di startup innovative e incubatori certificati. Alla pubblicazione seguiranno fasi di sperimentazione e misurazione dell’impatto nella prassi professionale, con l’obiettivo di trasformare le linee guida in uno strumento sempre più operativo per imprese innovative solide e sostenibili.

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