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Studi professionali tecnologici - La tecnologia concilia un lavoro sano e proficuo. In tale affermazione potrebbe ben sintetizzarsi il risultato della ricerca effettuata dall’Osservatorio Ict&Commercialisti, gestito dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. In sostanza, dallo studio è emerso che le nuove soluzioni di tipo tecnologico rendono più sopportabile e gestibile il lavoro presso gli studi professionali. A ben vedere, l’efficienza delle operazioni condotte risulta incrementata, mentre contestualmente scende il tasso di difficoltà dei compiti e dei costi operativi.
I commercialisti – I commercialisti si stanno adeguando a questo trend sempre più tecnologico, ma finora i risultati non sono pienamente soddisfacenti. Il punto è che laddove l’adeguamento alle soluzioni tecnologiche è reso obbligatorio, allora i professionisti hanno risposto con precisione e puntualità, nei casi in cui invece la “dematerializzazione” avrebbe dovuto originarsi da scelte e proposte individuali, la categoria ha risposto in maniera debole e con percentuali minime. In sostanza, tutti hanno la PEC perché l’adeguamento è stato imposto, però pochissimi studi si avvalgono di altri strumenti quali ad esempio soluzioni per Conservazione Sostitutiva e Ged, ossia gestione elettronica dei documenti. In controtendenza, però, è l’adozione della smart card che, pur non essendo obbligatoria, è usata dall’88% dei commercialisti e degli esperti contabili perché indispensabile ai fini dello svolgimento di determinate operazioni. Il panorama quindi si prospetta come ancora sul nastro di partenza, anche se molti studi stanno facendo da apripista agli altri membri della categoria.
Il futuro e i risparmi – Ora, l’adozione di processi di “dematerializzazione” non può che essere costruttiva per uno studio professionale, soprattutto in una visione che abbraccia le prospettive future. A ben vedere, non ci si può nascondere dietro convinzioni ormai superate, in quanto è innegabile che l’approdo futuro degli studi professionali sia caratterizzato da una forte presenza tecnologica. E questo anche in vista degli ingenti risparmi economici che l’adozione di soluzioni elettroniche e informatiche può comportare. Nello specifico, i commercialisti che si avvalgono della registrazione digitale di Fatture Attive e Fatture Passive risparmiano mediamente 14 mila euro in un anno. Risulta evidente quindi che “dematerializzare” il proprio studio equivale a renderlo maggiormente competitivo, arricchendolo sul fronte dell’efficienza, della competenza e della celerità nello svolgere le prestazioni richieste. E tutto ciò con l’innegabile vantaggio del risparmio in termini economici che, soprattutto in un periodo come quello che stiamo attraversando, non fa mai male.
Il Networking – Lavorare in rete con altri studi, collaborare e pubblicizzarsi, facendosi conoscere a un pubblico abbastanza vasto attraverso i social network. E’ questa un’ulteriore meta che propone l’era digitale nell’ambito della ristrutturazione tecnologica di uno studio professionale. Essere in rete diviene quindi essenziale, ma non bisogna esserci esclusivamente per occupare un posto in mezzo a un milione di soggetti simili. Al contrario, la presenza dello studio professionale nella rete dev’essere impregnata di originalità, deve far emergere le specializzazioni e gli ambiti di intervento dei soggetti che pubblicizza, come una vetrina interattiva del prodotto, che inevitabilmente si riconduce alla consulenza professionale offerta.