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La Legge n. 118/2025 ha stabilizzato fino al 31 dicembre 2026 la possibilità per datore e lavoratore di individuare autonomamente le causali nei contratti a termine oltre i 12 mesi, rafforzando il ruolo della volontà individuale in assenza di indicazioni della contrattazione collettiva. Tale evoluzione normativa, avviata dal D.L. 48/2023 e proseguita con successive proroghe, ha trasformato il contratto a tempo determinato in uno strumento più flessibile, pur mantenendo la centralità del tempo indeterminato.
La libertà di definire la causale non riduce l’onere di precisione: la giurisprudenza richiede clausole specifiche, temporanee e coerenti con le mansioni, pena la nullità e la conversione del contratto a tempo indeterminato. Il giudice verifica la concretezza dell’esigenza e il nesso causale con la posizione lavorativa.
Restano inoltre limiti su proroghe, rinnovi e stop and go. Il giurista d’impresa assume un ruolo chiave nel garantire la genuinità delle motivazioni e prevenire contenziosi.