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Casi Fiscali

12 febbraio 2020
Categorie: Finanziaria > Legge di Bilancio 2020  –  Immobili > Estromissione

Estromissione beni imprenditore individuale. L’imposta sostitutiva è ravvedibile

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde casi e questioni caso domanda dubbio professionista
Domanda – Sono a conoscenza che la Manovra 2020 ha riproposto, in favore dell’imprenditore individuale, l’estromissione agevolata dei beni strumentali rilevati alla data del 31 ottobre 2019. A tal proposito, si chiede di sapere se l’imposta sostitutiva da versare potrà essere oggetto di ravvedimento operoso.

Risposta - La Legge di Bilancio 2020, al comma 690, ripropone l’estromissione agevolata dei beni dell’imprenditore individuale, che comporta il passaggio dei beni strumentali (per natura o per destinazione) dalla sfera imprenditoriale a quella privata. Più nel dettaglio, il comma citato prevede che le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 121, della legge n. 208 del 2015 si applicano anche alle esclusioni dal patrimonio dell'impresa dei suddetti beni, posseduti alla data del 31 ottobre 2019, poste in essere dal 1° gennaio al 31 maggio 2020. Possono avvalersi dell’agevolazione in commento i soggetti che alla data del 31 ottobre 2019 rivestono la qualifica di imprenditore individuale e la conservano fino al 1° gennaio 2020, data a partire dalla quale, in via retroattiva, assume rilevanza l’esclusione dei beni immobili dal patrimonio dell’impresa.

L’estromissione comporta il versamento dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’IRAP pari all’8% (codice tributo 1127) in due rate con scadenza 30 novembre 2020 e 30 giugno 2021, imposta calcolata sulla differenza tra il valore normale (si può scegliere, alternativamente, tra valore di mercato o valore catastale) ed il valore fiscalmente riconosciuto di ciascun bene che si intende estromettere.

Come enunciato dalla Circolare 26/E 2016, la facoltà di fruire dell’agevolazione è preclusa se, al 1° gennaio 2020, la qualifica di imprenditore individuale sia venuta meno; in tale ipotesi, infatti, si è già verificato il presupposto per l’attribuzione del bene alla sfera patrimoniale privata dell'imprenditore, con la conseguente applicazione dell’imposta ordinaria sulle plusvalenze eventualmente realizzate.

Venendo al suo quesito e alle modalità procedurali di attuazione dell’estromissione, la stessa è attuata tramite comportamento concludente: può considerarsi tale la contabilizzazione dell’estromissione sul libro giornale (nel caso di impresa in contabilità ordinaria) oppure sul registro dei beni ammortizzabili (nel caso di impresa in contabilità semplificata) entro il 31 maggio 2020; l’esercizio dell’opzione si considera perfezionato con l'indicazione in dichiarazione dei redditi dei valori dei beni estromessi e della relativa imposta sostitutiva (cfr. Risoluzione n. 82/E del 30 marzo 2009).

Pertanto, come da circolare 26/E 2016, già sopra citata, l'omesso, insufficiente e/o tardivo versamento della relativa imposta sostitutiva non rileva ai fini del perfezionamento dell'estromissione. In tal caso, l'imposta sostitutiva non versata è iscritta a ruolo ai sensi degli articoli 10 e seguenti del DPR 29 settembre 1973, n. 602, ferma restando la possibilità per il contribuente di avvalersi del ravvedimento operoso (art. 13 D.lgs. n. 472/1997).
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