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Casi Fiscali

11 febbraio 2020
Categorie: Finanziaria > Legge di Bilancio 2020  –  Immobili > Estromissione

L’estromissione dei beni d’impresa per il socio superstite della SNC

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde dubbio domanda quesito
Domanda - A quali condizioni il socio superstite della SNC che intende proseguire l’attività della società sciolta, può beneficiare dell’estromissione dei beni d’impresa riproposta dalla Manovra 2020?

Risposta - La Legge n° 160/2019, Legge di bilancio 2020, ha riproposto la possibilità di estromettere dal patrimonio dell’impresa individuale i beni strumentali posseduti alla data del 31 ottobre 2019 tramite il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’8% da versare in due rate: 30 novembre 2020 e 30 giugno 2021. La qualifica di imprenditore individuale deve essere rilevata dal 31 ottobre 2019 e conservata fino al 1° gennaio 2020.

L’esclusione dal patrimonio dell’impresa riguarda i beni immobili (Circolare 26/E del 2016):
  • strumentali per destinazione, che sono utilizzati cioè esclusivamente per l’esercizio dell’impresa indipendentemente dalle caratteristiche specifiche;
  • strumentali per natura, vale a dire “che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni” e che si considerano strumentali anche se non utilizzati direttamente dall’imprenditore o anche se dati in locazione o comodato.

La base imponibile dell’imposta sostitutiva è data dalla differenza tra il valore normale dei beni ed il relativo valore fiscalmente riconosciuto, assumendo il valore iscritto nel libro degli inventari oppure nel registro dei beni ammortizzabili, al netto delle quote di ammortamento fiscalmente dedotte e tenendo conto di eventuali rivalutazioni fiscalmente rilevanti.

L’opzione per l’estromissione deve essere effettuata entro sui registri contabili il 31 maggio 2020 e ha effetti retroattivi a partire dal 1° gennaio 2020.

In merito al suo quesito, indicazioni operative sono state fornite dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n° 433/2008, documento di prassi nel quale è stato messo in evidenza come, ai fini dell’estromissione, occorre verificare se, a seguito della mancata ricostituzione della pluralità dei soci entro il termine di sei mesi, il contribuente abbia assunto automaticamente la qualifica di imprenditore individuale necessaria a beneficiare dell’estromissione agevolata.

“La continuazione dell’impresa in forma individuale è sempre preceduta dallo scioglimento della società e dalla liquidazione della medesima. Quando, con il decorso dei sei mesi dal venir meno della pluralità dei soci, si determina lo scioglimento della società, deve essere effettuata la liquidazione, che si conclude con l’assegnazione del patrimonio sociale residuo al socio superstite, ai fini della successiva estinzione della società stessa (cfr. sentenza della Corte di Cassazione del 16 febbraio 2007, n. 3671; risoluzione del 3 aprile 2006, n. 47/E)”.

In termini pratici, il passaggio dalla società in nome collettivo all’impresa individuale non avviene automaticamente ma si realizza con la previa liquidazione del patrimonio sociale e l’estinzione della società.

Se la fase della liquidazione è conclusa, la società è stata cancellata dal registro delle imprese con patrimonio assegnato al socio che riveste dalla data del 31 ottobre 2019 al 1° gennaio 2020 la qualifica di imprenditore individuale, sarà possibile beneficiare dell’estromissione.
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