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Casi Lavoro

26 marzo 2020
Categorie: Previdenza e lavoro > Varie

Lavoro a termine in sostituzione: possibile sforare il tetto del 20%

Autore: Redazione Fiscal Focus
esperto risponde domanda dubbio
Domanda- Sono titolare di un piccolo supermarket che occupa 3 dipendenti; a causa dell’emergenza che ha comportato l’epidemia da Coronavirus, due dei miei collaboratori hanno deciso fruire delle ferie, così da evitare di incrementare il rischio contagio nei confronti dei propri genitori. Tuttavia, considerato che in questi giorni di emergenza i clienti sono portati ad accaparrarsi scorte alimentari più cospicue, la mancanza dei due dipendenti in ferie si fa sentire. A tal proposito, chiedo se sono previste sanzioni in caso di assunzione di altro personale (a termine) per sostituzione dei suddetti dipendenti, in caso di superamento della soglia del 20% prevista dalla norma.

Risposta- Il contratto a tempo determinato è disciplinato dal Decreto legislativo n. 81/2015, per come modificato dal D.L. n. 87/2018, convertito dalla Legge n. 96/2018.

La norma prevede che l'apposizione del termine deve risultare dall'atto scritto, a pena di nullità, fatta eccezione per i rapporti di lavoro di durata non superiore a dodici giorni.

La durata massima è fissata in 12 mesi e può essere elevata a 24 solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
  • esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività;
  • esigenze sostitutive di altri lavoratori;
  • esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.

Come indicato nella domanda, ciascun datore di lavoro può stipulare un numero complessivo di contratti a tempo determinato in misura non superiore al 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell'anno di assunzione. Per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti è in ogni caso possibile stipulare almeno un contratto di lavoro a tempo determinato, fatta salva la possibilità che i contratti collettivi, anche territoriali e aziendali, possano individuare limiti quantitativi diversi per il ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato.

Per le ipotesi di violazione del limite percentuale, è prevista una sanzione amministrativa pari al:
  • 20% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro, qualora la violazione si riferisca ad un solo lavoratore assunto in eccedenza al predetto limite;
  • 50% della retribuzione, qualora la violazione si riferisca a due o più lavoratori assunti in eccedenza.

Venendo al suo quesito, si fa presente che – ai sensi dell’articolo 23, comma 2, lettera e) del decreto legislativo n. 81/2015 - i contratti a termine sottoscritti per ragioni sostitutive sono esonerati dal tetto massimo del 20% previsto dalla norma rispetto al numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all’inizio dell’anno al quale si riferiscono le assunzioni o al diverso numero individuato dalla contrattazione collettiva. In caso di sforamento, dunque, non è prevista alcuna sanzione.

Altre ipotesi in cui è possibile sforare il tetto del 20% sono i contratti a termine conclusi:
  • in fase di avvio di nuove attività;
  • da start-up innovative;
  • per lo svolgimento di attività stagionali;
  • per specifici spettacoli o programmi radiofonici, televisivi od audiovisivi;
  • con lavoratori “over 50”.

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