19 settembre 2014

Invio PEC, obbligo già assolto

Antiriciclaggio. CNDCEC: invio PEC è un obbligo già assolto dagli iscritti, quindi l’adempimento è inutile.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il provvedimento inutile - Dopo il sonoro richiamo giunto dalla Sicilia, l’intera categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha espresso in maniera forte e chiara la propria posizione rispetto all’obbligo di comunicazione dell’indirizzo PEC in materia di antiriciclaggio. Sul punto, si ricorda che nei giorni scorsi le associazioni di categoria siciliane avevano alzato all’unisono il coro del dissenso, chiedendo la soppressione di un obbligo che andava a configurarsi alla stregua dell’ennesimo adempimento inutile. Ora, una missiva con gli stessi toni è stata inoltrata dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili alla volta del direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. A parere dei commercialisti tale obbligo è inutile perché non chiede altro che la ripetizione di una comunicazione che i professionisti hanno già fatto.

Il provvedimento -
Dunque, lo scorso 8 agosto il Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con la Guardia di Finanza ha emanato un provvedimento che obbliga i professionisti alla comunicazione, entro il prossimo 31 ottobre, del proprio indirizzo di posta elettronica certificata ai fini antiriciclaggio.

‘Obbligo’ già assolto - Un obbligo, questo, che nel caso dei dottori commercialisti e degli esperti contabili può dirsi già compiuto, in quanto le rispettive PEC degli iscritti all’Albo vengono tenute in costante aggiornamento dall’Ordine territoriale di appartenenza. Ne consegue che il Ministero è potenzialmente già in possesso di quegli indirizzi che ora invece pretende con forza impositiva. Pertanto, il Consiglio nazionale guidato da Gerardo Longobardi non chiede una soppressione del provvedimento, bensì l’emanazione di un chiarimento da parte dell’Amministrazione Finanziaria che indichi come il suddetto obbligo non riguardi i commercialisti che, come abbiamo visto ampiamente, lo hanno già assolto per il semplice fatto di essere iscritti all’Albo. Sul punto è intervenuto, infine, Attilio Liga, consigliere nazionale delegato all'Antiriciclaggio, che ha chiarito come l’Agenzia delle Entrate possa “acquisire fin da subito gli indirizzi PEC dei commercialisti facendone direttamente richiesta al Consiglio nazionale o agli Ordini territoriali che aggiornano periodicamente gli elenchi in via telematica. Gli stessi indirizzi, inoltre, possono essere reperiti anche dai registri INI PEC e ReGIndE tenuti, rispettivamente, dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero della Giustizia. La richiesta ci sembra un adempimento inutile di cui i commercialisti italiani, già oberati da altre scadenze, non sentono affatto il bisogno".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy