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L'esperto risponde

4 novembre 2019
Categorie: Regimi speciali > Regime Forfettario

Agente forfettario. L’indennità di cessazione non concorre al plafond

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde - dubbio - domanda - quesito
Domanda
Si chiede di conoscere il corretto trattamento fiscale delle indennità per risoluzione del rapporto (FIRR), supplettiva di clientela e meritocratica per un agente forfettario; in particolare l’incertezza riguarda l’eventuale concorrenza delle stesse al plafond di ricavi di 65.000.

Risposta
La normativa di cui al regime forfettario (Legge n. 190/2014 e ss.mm.ii), prevede un unico requisito d’accesso legato al monte ricavi/compensi che non deve essere superiore a 65.000 euro sia in riferimento all’anno precedente all’accesso al regime in caso di attività già in essere, sia negli anni di accesso e permanenza.

L’eventuale superamento della soglia appena individuata ha effetti in riferimento all’anno successivo di applicazione del regime a forfait; il regime di favore, dunque, cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il suddetto requisito di accesso ovvero si verifica una delle cause di esclusione.

Detto ciò e venendo al suo quesito, in linea generale i redditi conseguiti dall’agente di commercio nello svolgimento della propria attività rappresentano redditi d’impresa. Discorso a parte però deve essere fatto per le indennità di cessazione del rapporto di agenzia la cui previsione è legata all’art. 1751 c.c. coordinato con le disposizioni di cui all'accordo economico collettivo “per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale del settore del commercio”.

L’art. 56 comma 3 lett. a) del TUIR, dispone che non concorrono al reddito d’impresa le indennità per la cessazione del rapporto di agenzia; in particolare per gli agenti operanti in forma individuale o tramite società di persone, le suddette indennità si configurano quale reddito da lavoro autonomo, art 53 comma 2 lett.e) del TUIR.

In merito alla tassazione specifica delle indennità in parola, le stesse sono considerate quali redditi tassabili in via separata, fermo restando la possibilità di optare per la tassazione ordinaria; si veda a tal proposito la lett. d) dell’art.17 del TUIR.

In base a quanto detto finora, è possibile affermare che le indennità da cessazione dei rapporti di agenzia, per le persone fisiche e le società di persone:
  • rappresentano redditi da lavoro autonomo;
  • sono tassate in via separata con indicazione nel quadro RM del modello Redditi, fermo restando la possibilità di tassazione in via ordinaria;
  • sono soggette a ritenuta d’acconto del 20% applicata dalla mandante e versata in F24 con codice tributo 1040.

Le indennità in parola non concorreranno alla verifica del plafond di 65.000 euro ai fini della permanenza nel regime forfettario.
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