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29 ottobre 2019
Categorie: Regimi speciali > Regime Forfettario

Forfettari: valutazioni permanenza nel regime

Autore: Redazione Fiscal Focus
esperto risponde casi e questioni caso domanda dubbio professionista
Domanda
Un mio cliente, odontotecnico, fattura compensi per prestazioni eseguite verso una Srl (odontotecnica). La Srl è partecipata al 100% da una fiduciaria. Ai fini della sussistenza dei requisiti per la permanenza nel regime forfettario:
  • il forfettario esercita un controllo indiretto nella Srl;
  • il forfettario e la Srl svolgono attività contraddistinte dal medesimo codice ATECO;
  • la Srl deduce i compensi fatturati dal forfettario.

Affinché il forfettario possa permanere nel regime anche nel 2020, è possibile rendere indeducibile per la Srl il costo rappresentato dalle fatture nel forfettario?

Risposta
Il comma 57, lettera d), della Legge n° 190/2014 vieta l’applicazione del regime forfettario ai contribuenti che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Pertanto, affinché operi tale causa ostativa è necessaria la compresenza:
  • del controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata o di associazioni in partecipazione, e
  • dell’esercizio da parte delle stesse di attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Con riferimento al momento in cui la causa ostativa riguardante le partecipazioni in Srl opera, assumerà rilevanza l’anno di applicazione del regime e non l’anno precedente, dal momento che solo nell’anno di applicazione del regime si potrà verificare la riconducibilità diretta o indiretta delle attività economiche svolte dalla Srl alle attività economiche svolte dal contribuente in regime forfettario.

La lettera d) in esame richiede, inoltre, per l’attivazione della causa ostativa, che la società a responsabilità limitata o l’associazione in partecipazione esercitino attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti e professioni.

Al fine di individuare parametri di riferimento oggettivi, nell’ipotesi di attività esercitate dalla società a responsabilità limitata appartenenti di fatto alla medesima sezione ATECO di quella in cui sono classificabili le attività esercitate dalla persona fisica in regime forfettario, la riconducibilità diretta o indiretta delle due attività economiche esercitate si riterrà sussistente ogniqualvolta la persona fisica che usufruisce del regime forfettario effettui cessioni di beni o prestazioni di servizi tassabili con imposta sostitutiva alla società a responsabilità limitata direttamente o indirettamente controllata, la quale, a sua volta, deduce dalla propria base imponibile i correlativi componenti negativi di reddito.

Tuttavia, in base a quanto specificato dalla circolare 9/E dell’Agenzia delle Entrate, sebbene l’attività svolta dal forfettario presenti lo stesso codice ATECO di quello dell’Srl verso la quale emette fattura, la riconducibilità dell’attività svolta dal contribuente a quella della società si considererà motivo di esclusione da regime forfettario solo se l'Srl in questione ascriverà tra i costi deducibili quelli relativi alla cessione di beni e servizi resi dal forfettario in corso dell'anno.

Stante quanto affermato dall’Amministrazione Finanziaria nella citata circolare, va da sé, dunque, che il forfettario potrà continuare a godere della tassazione del regime agevolato anche nell’anno successivo, solo se:
  • la società non acquista beni e servizi dal forfettario che esercita un controllo su di essa;
  • il forfettario fattura compensi per le prestazioni eseguite verso la società controllata che, a sua volta, rende indeducibile tali costi dalla base imponibile (variazione in aumento in dichiarazione).

Quindi il venire meno di queste condizioni permetteranno al contribuente in forfettario di continuare a godere delle agevolazioni.

Si potrebbe ipotizzare di risolvere la fattispecie in esame ricorrendo all’indeducibilità da parte della srl partecipata dei compensi erogati al forfettario. Questa decisione infatti sembrerebbe permettere al contribuente in regime agevolato di continuare a godere dell’imposta sostitutiva risolvendo la preclusione prevista dalla predetta causa ostativa.

Tale scelta, però, non è priva di conseguenze, infatti, questo modo di operare potrebbe creare non pochi problemi alla società partecipata.
Infatti, gli altri soci della srl potrebbero non essere ben contenti di non portare in deduzione un costo che – effettivamente –oltre ad essere perfettamente deducibile in quanto inerente l’attività d’impresa e di competenza dell’esercizio, determinerebbe un evidente decremento dell’utile conseguito dalla società (poi distribuito ai soci) in conseguenza dell’aumento delle imposte dirette assolte sull’utile fiscale così maggiorato.

In secondo luogo, non portare in deduzione dalla base imponibile tale costo potrebbe anche determinare conseguenze negative in termini di Isa, in particolare sul punteggio di affidabilità fiscale ottenuto dalla società.

Sarebbe opportuno quindi valutare a 360 gradi gli effetti di una tale scelta di indeducibilità al fine di non incorrere in spiacevoli inconvenienti.
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